La consigliera Alessia Araneo, capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Consiglio regionale, ha espresso una posizione chiara e decisa in merito alla situazione del Punto Nascita dell’ospedale di Melfi. Il suo intervento, avvenuto il 9 ottobre 2026, si è concentrato sulla recente richiesta di proroga dell’attività del servizio, un tema di grande rilevanza per la sanità locale. Araneo ha sottolineato come il mantenimento di un servizio così essenziale sia indissolubilmente legato alla necessità di investimenti immediati e concreti. Questi investimenti, a suo dire, devono riguardare in modo prioritario il personale, le strutture e una programmazione a lungo termine per il reparto di ginecologia e ostetricia.
La proroga, sebbene possa essere considerata un passo nella giusta direzione, rischia di rivelarsi "del tutto insufficiente" se non accompagnata da azioni strutturali e mirate.
La preoccupazione principale della capogruppo M5S è la sicurezza, un aspetto fondamentale che deve essere garantito a tutti i soggetti coinvolti nel percorso nascita: le partorienti, i nascituri e i professionisti che operano quotidianamente nel reparto. Araneo ha fermamente sostenuto che la performance e la qualità di un servizio sanitario non sono immutabili, ma possono essere significativamente migliorate attraverso scelte politiche che privilegino l'investimento in risorse umane qualificate, in infrastrutture adeguate e nel potenziamento dei servizi territoriali.
Nel suo articolato intervento, la consigliera ha evidenziato l'importanza cruciale della formazione di una solida struttura dirigenziale e del pieno riconoscimento del valore e del ruolo delle professioniste e dei professionisti del settore. Questi elementi sono stati indicati come indispensabili per evitare che il Punto Nascita di Melfi si trovi in una condizione di mera sopravvivenza, ma possa invece operare con la piena efficienza e sicurezza necessarie.
L'appello per interventi strutturali e urgenti
La richiesta formulata da Alessia Araneo va oltre la semplice proroga formale dell'attività. La consigliera ha chiesto un intervento che sia realmente incisivo, che preveda l'assegnazione di personale adeguato e una programmazione dettagliata per assicurare il funzionamento ottimale non solo del Punto Nascita, ma dell'intero reparto di ginecologia e ostetricia.
Ribadendo la priorità assoluta della sicurezza, Araneo ha collegato in maniera diretta questo principio alla necessità impellente di disporre di risorse umane sufficienti, escludendo categoricamente qualsiasi logica basata sui tagli. Con un'affermazione di forte impatto, ha dichiarato: "Bisognava intervenire ieri e non è stato fatto. Chiediamo almeno che si intervenga oggi. Ora". Questa frase sottolinea l'urgenza e la non più procrastinabile necessità di agire.
Il punto cruciale evidenziato da Araneo risiede, dunque, nel rapporto tra l'atto amministrativo della proroga e le reali condizioni operative del presidio ospedaliero. Se da un lato la richiesta di mantenere attiva l'assistenza al parto è vista come un segnale positivo, dall'altro viene considerata insufficiente se non accompagnata da un piano di investimenti concreti e da una programmazione specifica.
Quest'ultima deve mirare al rafforzamento del personale e al miglioramento delle attività ostetrico-ginecologiche. Il riferimento all'ospedale di Melfi si concentra in particolare sul Punto Nascita e sul reparto di ginecologia e ostetricia, con una chiara attenzione sia alle condizioni di lavoro dei professionisti sia alla tutela della salute e del benessere delle donne e dei bambini.
Il contesto della proroga per il Punto Nascita di Melfi
La discussione sulla proroga del Punto Nascita di Melfi si inserisce in un contesto più ampio di valutazione e riorganizzazione dei servizi sanitari. La richiesta di mantenere attiva l'assistenza al parto per l'ospedale di Melfi è un tema centrale nel dibattito regionale, come evidenziato dalle dichiarazioni della consigliera Araneo.
La sua posizione sottolinea la necessità di affiancare alla decisione amministrativa di proroga un impegno sostanziale per garantire la piena funzionalità e la sicurezza del servizio, attraverso un'adeguata dotazione di risorse e una visione strategica a lungo termine per il futuro della ginecologia e ostetricia nel territorio.