Tutto troppo facile per la capolista Juventus, che batte 3-0 l’Atalanta nella 17a giornata del campionato di Serie A. Il successo è maturato nei primi 27 minuti di gioco, in cui i bianconeri hanno chiuso la pratica con le reti di Vucinic, Pirlo e Marchisio. Il montenegrino ha siglato l’1-0 ed è tornato al goal dopo tre mesi esatti, innescato dall’assist di Giovinco, rimasto a secco ma autore di una buona prestazione. Il regista azzurro, che è andato a segno con una splendida punizione, ha siglato il suo quarto centro in campionato ed è stato il migliore in campo.

Giunto al quarto gol anche Marchisio, che si ripete dopo la splendida prestazione offerta nel derby col Torino. La squadra di Conte ha dimostrato anche ieri una superiorità schiacciante, concedendo all’Atalanta una sola palla gol con Denis, che ha approfittato di uno scivolone di Marrone, ma è stato fermato prontamente da Buffon.

41 punti, 36 gol fatti e 10 subiti: questo è il ruolino di marcia dei bianconeri, che si sono portati a +7 sull’Inter, sconfitta dalla Lazio, e a +8 sul Napoli, sorpreso in casa dal Bologna nei minuti finali.

La squadra è in grado di costruire una quantità impressionante di palle goal, finalizzate spesso e volentieri grazie agli inserimenti dei centrocampisti, come nella passata stagione.

Sempre in analogia con lo scorso anno notiamo il maggior numero di gol fatti da un giocatore: prima Matri con 10 centri, ora Quagliarella con 6.

Il lavoro di Conte sta quindi mostrando dei riscontri interessanti: il suo merito principale, oltre alla carica che infonde ai ragazzi, è stato quello del cambio di modulo. Il tanto acclamato 4-2-4 ha avuto vita breve, in quanto i due esterni non eseguivano le richieste dell’allenatore e doveva avere spazio un giocatore fondamentale come Arturo Vidal. Con lui si è passati al 4-3-3 e i risultati sono arrivati, ma la definitiva consacrazione si è avuta col 3-5-2, modulo imprescindibile per la Juve di oggi.

La difesa a tre funziona perfettamente: Barzagli è diventato il difensore italiano più forte in circolazione, Chiellini ha ridotto ulteriormente il numero di errori e Bonucci sta continuando il suo processo di crescita, favorito da una buona tecnica individuale.

Tutto ciò porta la Juventus ad avere la difesa meno battuta in Italia.

Quindi i bianconeri volano in Italia e in Europa, nonostante l’assenza del tanto famigerato top player. In estate i nomi di Van Persie, Benzema, Higuain, Dzeko e Jovetic sono stati accostati alla Vecchia Signora, ma in questo momento non pesa per niente il loro mancato arrivo. La domanda ricorrente è sempre la solita: serve o no un top player a questa squadra? Si parte dal fatto che concludere acquisti a gennaio è più difficile, anche perché le varie squadre non vogliono privarsi delle proprie stelle a stagione in corso.

Non dimentichiamo che la Juve deve fare i conti con l’infortunio di Bendtner, quindi l’arrivo di un attaccante potrebbe essere indispensabile.

Il nome più caldo è quello di Didier Drogba, 34enne ex Chelsea ora accasato in Cina, che dovrebbe drasticamente ridursi l’ingaggio per accettare l’offerta di Beppe Marotta. Con lui la Juventus avrebbe a disposizione l’attaccante tanto desiderato, che permetterebbe il salto di qualità soprattutto in vista della fase finale di Champions League, competizione in cui Drogba ha trascinato il Chelsea nello scorso anno.