Puntuali come ogni martedì sono arrivate le decisioni del giudice sportivo. Decisioni che erano aspettate con particolare ansia dai tifosi di Milan e Inter. Tirando una somma, si può dire che ai primi è andata male, mentre i secondi possono ritenersi soddisfatti.
Mario Balotelli, infatti, è stato squalificato dal giudice per tre giornate: una, automatica, era scattata subito dopo l'ammonizione presa dal giocatore durante Fiorentina-Milan, la quarta in campionato; mentre le altre due sono state comminate a Balotelli per "avere al termine - si legge nel comunicato del giudice - della gara, nel recinto di giuoco, rivolto ad un Arbitro addizionale un'espressione ingiuriosa".
Nel dopopartita un nervoso Mario Balotelli, dopo aver discusso animatamente con il portiere viola Viviano, avrebbe detto all'arbitro di porta Doveri, che stava osservando la scena: "Che c***o guardi?". Il Milan per ora non commenta la decisione del giudice ma ha già annunciato ricorso. Balotelli rischia di perdere, oltre alla partita con il Napoli di domenica prossima, anche le sfide contro la Juventus e il Catania.
Per quanto riguarda sempre Fiorentina-Milan, il giudice sportivo ha squalificato il viola Tomovic, che nel match aveva subito un rosso quantomeno dubbio, solamente per una giornata. Il giudice ha letto il referto dell'arbitro Tagliavento e ha spiegato che la squalifica è "per avere commesso un intervento falloso su un avversario in possesso di una chiara occasione da rete" e, quindi, non per la (presunta) gomitata.
Una spiegazione che lascia però molti dubbi nei tifosi viola dato che il fallo di Tomovic su El Shaarawy è avvenuto pochi metri dopo la linea di centrocampo.
Sospiri di sollievo, dicevamo, in casa Inter. Il principio di rissa nel finale di Inter-Atalanta è costata solamente una giornata di squalifica a Schelotto. Molto peggio è andata all'Atalanta: una giornata per Cigarini (protagonista dell'accenno di rissa con Schelotto), tre giornate per Raimondi (espulso in campo per avere colpito con un pugno al volto un avversario) e tre per Carmona (per avere colpito, al termine della gara, un componente della panchina interista).