Si è concluso da poche ore il Super Bowl 2014, che vedeva Seattle e Denver contendersi il celeberrimo Vince Lombardi Trophy. Il risultato finale ha visto la squadra dei Seahawks umiliare gli avversari più quotati, riportando un 43-8 che non ammette repliche. Troppo brutti i Broncos per essere veri, troppo forte Seattle anche per il leggendario quarterback avversario, Peyton Manning, il quale deve inchinarsi al colletivo dei Seahawks, capaci di sfoderare una prestazione super nella notte più chiacchierata d'America.
Nonostante gli addetti ai lavori avessero predetto che la difesa messa in mostra da Seattle per tutto l'arco della stagione potesse causare più di una difficoltà a Denver, in pochi si sarebbero aspettati un risultato del genere nella finalissima del campionato di NFL americano.
Un successo dirompente, straordinario, ma sopratutto il primo, per i Seahawks, che coronano così una stagione da favola, da mille e una notte.
L'mvp del Super Bowl di quest'anno non poteva che essere un giocatore di Seattle. Il problema però è stato proprio chi eleggere a migliore in una squadra che, conti alla mano, è stata devastante con tutti i suoi uomini, dimostrando ancora una volta che il collettivo, insieme, può battere qualsiasi fuoriclasse preso singolarmente, come ad esempio Manning. Alla fine la scelta è ricaduta su Malcolm Smith, linebacker di Seattle, che entra, di diritto, nella storia dello sport americano.
E' stata una notte da dimenticare per Denver e per il suo giocatore simbolo, Peyton Manning, autentica leggenda per i tifosi dei Broncos.
Il 37 enne ha vissuto una serata da incubo, così come tutto il resto della squadra. Dall'altra parte, Wilson diventava il terzo quarterback più giovane di sempre a vincere un Super Bowl, che con i suoi 25 si posiziona al terzo posto alle spalle di Roethlisberger e Brady. E' proprio vero, stanotte si è riscritta la storia.