A Roma la settima prova del mondiale Formula E. Lo ha stabilito, ieri a Ginevra, il Consiglio Automobilistico Mondiale della FIA, approvando il calendario del mondiale Formula E. Finalmente la città eterna, dopo tanti annunci è riuscita a centrare un grande evento motoristico che, seppur non comparabile con la classe regina a motore endotermico, rappresenta pur sempre un fenomeno di interesse crescente. Basteranno le auto elettriche ad appagare il desiderio di corse automobilistiche a Roma?

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Il Gran Premio Reale di Roma

Il primo "promoter" del Gran Premio Automobilistico di Roma fu Mussolini. Il Duce era fermamente convinto che la pratica di attività sportive elitarie come l'automobilismo, il ciclismo, la scherma e l'alpinismo fossero propedeutiche a formare il cosidetto "Uomo Nuovo Fascista". Per questo istituì nel febbraio del 1925 il Gran Premio Reale di Roma, che si tenne con cadenza annuale fino al 1932.

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Per onorare il mito del superuomo l'ACI di Roma allestì un massacrante circuito di 106 km, con 360 curve, da percorre 40 volte. Oltre 4 ore di gara che fecero dileguare il pubblico lasciando solo un cordone di militari lungo la salita di Monte Mario. A trionfare fu il conte Carlo Masetti al volante di una Bugatti con oltre 27 minuti su Materassi e 35 su Ginaldi, rispettivamente alla guida di Itala e Alfa Romeo.

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Formula 1 Ferrari

Malgrado la sconfitta delle auto italiane a opera della francese Bugatti, non venne suonata la marsigliese in quanto Ettore Bugatti era nato a Milano.

Dalle Terme di Caracalla a Vallelunga

Nel dopoguerra si ritornò a correre nell'incantevole scenario delle Terme di Caracalla. Il vincitore fu Franco Cortese su Ferrari 125, primo successo per la casa del Cavallino Rampante. Si continuò fino al 1951 quando a Campagnano, 30 km a nord di Roma, vienne convertito l'ippodromo di Vallelunga in un circuito automobilistico.

Le prime gare furono riservate alle formule minori, poi dal 1954 arrivarono anche le F1 ma la gara non ebbe la validità per il campionato del mondo e venne disertata dalla maggioranza dei team.

Il Drake, l'EUR e il Lido d'Ostia

Nella seconda metà degli settanta, la F1 guidata da Ecclestone ebbe il suo momento magico. Multinazionali del tabacco, petrolieri, compagnie aeree entrarono in massa nel grande Circus della F1 facendo lievitare le candidature delle città per ospitare il ricco carrozzone.

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L'Italia, che con la Francia ha il maggior numero di piloti, ospita già due appuntamenti, quello storico di Monza e quello di Imola, ribattezzato GP di San Marino. Potrebbe anche bastare se non che Enzo Ferrari avanza l'idea di un terzo Grand Prix a Roma entro il 1985.

Detto fatto, con il potere persuasivo del Drake il circuito dell'EUR venne omologato nel 1984, poi sostituito con un nuovo tracciato sul Lido di Ostia e infine annullato a causa di una protesta ambientalista.

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Il duello con Monza

Nel 2009 si ritorna a parlare di F1 a Roma. A farlo è Maurizio Flammini, titolare della FG Group, società organizzatrice del mondiale Superbike. Dopo oltre 20 anni di motociclette, Flammini punta alle auto e convince Bernie Ecclestone, che registra il marchio Gran Premio di Roma. L'annuncio è ufficializzato all'inaugurazione di MotoDays nel 2010, nel nuovo quartiere fieristico di Roma. Visto il vincolo di Ecclestone di un GP per nazione, l'annuncio fa scaturire l'ira leghista del sindaco di Monza Mariani. Il circuito di Monza, alle prese con una cronica difficoltà di bilancio, rischia seriamente di perdere la F1. Inizia il teatrino della politica per la ricerca di una soluzione ma, come tra Sparta e Atene, è impensabile trovare un accordo tra due realtà così polarizzate.

La soluzione green

“Un sogno, iniziato quattro anni fa, che proietta Roma nel ristretto gruppo delle grandi capitali mondiali che ospitano - all’interno dei loro magnifici centri cittadini - gran premi di Formula Elettrica. Parliamo di città come New York, Parigi, Londra, Berlino, Pechino, Santiago del Cile e Città del Messico”. Queste le parole di Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’ACI e membro Consiglio Mondiale dello Sport, del Senato e dell'Euroboard FIA.

L’E-Gran Prix di Roma seguirà quelli di Hong Kong (2-3 dicembre), Marrakech (13 gennaio), Santiago del Cile (3 febbraio), Città del Messico (3 marzo) e San Paolo (17 marzo) e anticiperà quelli di Parigi (28 aprile), Germania (due gran premi in città ancora da annunciare, che si terranno il 19 maggio e 9 giugno), New York (7-8 luglio) e Montreal (28-29 luglio).

I protagonisti della Formula E

A differenza di quanto accade nelle 2 ruote, la Formula E vede già coinvolti i principali costruttori d''auto, come Jaguar, Renault, Audi, BMW, DS, Mahindra, NextEV a Venturi. L'auto da battere è la Spark-Renault SRT 01E, che ha vinto le prime due edizioni del mondiale, rispettivamente con Nelson Piquet Jr. e Sèbastien Buemi. Il regolamento attuale limita la potenza a 200 KW in qualifica e 170 KW in gara con un push to pass di 30 KW. Le gare hanno una durata di 45 minuti con un pit stop obbligatorio per la sostituzione della vettura. Con le tecnologie attuali, un pacco batteria da 230 kg esaurisce la sua carica in meno di mezz'ora.

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