Non sarebbe stata solo la pioggia o un errore del corridore a provocare la caduta che è costata ad Alejandro Valverde il ritiro dal Tour de France nella crono inaugurale di Dusseldorf. Il campione murciano è finito a terra in una curva veloce verso sinistra ed ha sbattuto violentemente contro le transenne a bordo strada. Nello stesso punto si sono verificati molti altri incidenti, tra cui quello a Ion Izagirre, il capitano del Team Bahrain Merida anche lui costretto al ritiro.

Il Team manager della Movistar, Eusebio Unzuè, ha poi rivelato in una trasmissione di Radio Cope che la sequenza di cadute è avvenuta per colpa di una moto che aveva perso dell’olio in quel punto del percorso.

Otto cadute per colpa di una moto

Alejandro Valverde è stato solo il più illustre e malconcio dei tanti corridori caduti nella cronometro inaugurale del Tour de France. Il campione della Movistar è finito a terra ad alta velocità mentre affrontava una curva a sinistra.

Il corridore murciano è caduto andando contro le transenne e procurandosi un infortunio molto grave. Valverde ha subito due fratture, una alla rotula e una all’astragalo, oltre a diverse ferite.

Ma non è stato l’unico incidente avvenuto in quella curva. Insieme al capitano della Movistar sono stati addirittura altri sette i corridori finiti a terra nello stesso punto. Colpa solo della pioggia e di una strategia troppo aggressiva di alcuni corridori?

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Così sembrava in un primo momento, ma il Team manager della Movistar Eusebio Unzuè ha rivelato un episodio sfuggito alle telecamere che potrebbe aver determinato questa ecatombe. L’esperto manager iberico ne ha parlato intervenendo ad un programma dell’emittente radiofonica Radio Cope: 'Una moto dell’organizzazione è caduta in quella curva ed ha perso dell’olio. Per questo otto corridori sono finiti a terra in quel punto' ha dichiarato Unzuè.

La sequenza di incidenti avvenuti nella cronometro inaugurale del Tour de France sarebbe dunque da imputare anche ad una pecca organizzativa, all’incapacità di ripulire velocemente l’asfalto o di segnalare in maniera adeguata la pericolosità di quella curva dopo la caduta della moto. Questo ovviamente non farà che rinfocolare le polemiche per quanto avvenuto perché l’organizzazione era già stata messa sotto accusa per non aver messo in sicurezza con delle protezioni davanti alle transenne le poche curve pericolose del percorso.

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