A due giorni dall’assurda caduta e dal ritiro di Vincenzo Nibali al Tour de France sono ancora i fatti dell’Alpe d’Huez al centro dell’attenzione nel mondo del Ciclismo. Il Team manager della Bahrain Merida Brent Copeland ha annunciato che la squadra sta pensando ad un’azione legale contro il Tour de France, ritenendo che, dietro all’incidente che ha costretto all’uscita di scena Vincenzo Nibali, ci sia stata una negligenza organizzativa. Copeland ha anche svelato un retroscena per spiegare quanto sia assurdo il clima di tensione che si sta vivendo in questo Tour: il manager sudafricano ha consigliato infatti ai corridori di stare al largo da Froome.

Incidente a Nibali, le scuse non bastano

La caduta di Vincenzo Nibali sull’Alpe d’Huez è stata ricostruita in maniera limpida, nonostante il caos, i fumogeni degli spettatori e le immagini televisive poco chiare. In un tratto transennato una parte del pubblico si è riversata in mezzo alla strada e Nibali è rimasto impigliato in una cinghia di uno spettatore, finendo così per terra.

Brent Copeland, Team manager della Bahrain Merida, ha spiegato che le scuse porte dall’organizzazione del Tour e dal presidente dell’Uci non possono bastare. “Ho parlato a lungo con Prudhomme e Lappartient, mi hanno assicurato che in futuro la sicurezza sarà migliorata, ma per noi non è abbastanza, abbiamo subito enormi danni come squadra” ha dichiarato Copeland a Cyclingnews.

“Non è accettabile, ecco perché i nostri avvocati stanno studiando la possibilità di un’azione legale” ha annunciato il manager sudafricano, che ritiene responsabile l’organizzazione della corsa. “Il Tour ha un’assicurazione per questo genere di cose e abbiamo subito danni evidenti e importanti in squadra. Vincenzo è il nostro leader, è patrimonio del nostro team e di tutto lo sport, come hanno detto Prudhomme e Lappartient.

È vero che c’erano le transenne dove c’è stato l’incidente, ma sembra ci sia una negligenza. Gli spettatori hanno invaso la strada e la Gendarmeria non ha fatto quello che doveva, non hanno fatto nulla neanche per i fumogeni” ha spiegato Copeland.

‘Situazione grottesca’

Il team manager della Bahrain Merida ha raccontato anche un particolare per far capire meglio quello che si sta vivendo in questo Tour de France.

Come si è visto sull’Alpe d’Huez il clima è particolarmente avverso nei confronti di Chris Froome e del Team Sky e questo sta creando pericoli anche agli altri corridori, quando qualche spettatore sopra le righe cerca di toccare o spingere il capitano della squadra britannica.

Sull’Alpe d’Huez un uomo ha dato un colpo a Froome, rischiando di far cadere sia lui che chi lo seguiva. “In passato dicevamo ai ragazzi di stare in prima fila per evitare gli incidenti. Ora gli diciamo che non devono stare dietro a Froome perché è troppo pericoloso” ha raccontato Copeland. “E’ una situazione grottesca, non stare dietro ad un corridore perché è preso di mira, ma la verità è che c’è il rischio che ogni giorno succeda qualcosa.

Me l’ha detto lo stesso Froome quando abbiamo parlato di recente. L’altro giorno sull’Alpe d’Huez Vincenzo era dietro a Froome quando ha attaccato. Chris è riuscito ad evitare le moto e tutto il resto, Vincenzo è caduto’ ha spiegato Copeland.

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