Sotto la pioggia battente di San Marino Primoz Roglic ha ribadito di essere il punto di riferimento in questa prima parte di Giro d'Italia. Il campione sloveno della Jumbo-Visma ha conquistato il successo nella difficile cronometro della nona tappa, uno degli appuntamenti più attesi della corsa rosa.

I distacchi tra gli uomini di classifica sono stati abissali e con diverse sorprese: solo Vincenzo Nibali si è salvato perdendo 1'05" dallo scatenato Roglic, mentre Simon Yates e Miguel Angel Lopez sono crollati in maniera imprevista.

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Valerio Conti ha difeso la sua maglia rosa che potrà godersi nei prossimi tre giorni prima che giovedì si apra la seconda parte del Giro, quella delle grandi montagne.

Giro: Roglic stellare

La cronometro di 35 km da Riccione a San Marino, divisa tra una prima parte pianeggiante e una seconda in salita, era una delle tappe più attese per la corsa alla maglia rosa, il primo vero spartiacque di questo Giro.

I verdetti sono stati molto chiari, confermando la forma scintillante con cui Primoz Roglic sta pedalando fin dall'inizio di questa stagione, mentre ottime risposte sono giunte anche da Vincenzo Nibali.

La frazione è stata segnata dal maltempo, con la pioggia che è caduta con scrosci violenti dopo la partenza di poche decine di corridori. Tra questi ha fatto segnare un gran tempo Victor Campenaerts, il belga fresco primatista dell'ora. Approfittando delle strade asciutte, il corridore della Lotto è volato velocissimo nella prima parte e si è difeso in salita, ma è stato frenato da un salto di catena in vista dell'arrivo che lo ha costretto ad un cambio di bici molto lento.

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Il meccanico, infatti, non l'ha degnato di una spinta, e il povero ciclista belga si è trovato a ripartire in salita con il massimo rapporto innestato.

Gli uomini di alta classifica hanno corso con condizioni meteo decisamente peggiori e tanta pioggia. Primoz Roglic ha sciorinato una prestazione stellare: lo sloveno ha pedalato con passo agile ed incisivo dall'inizio alla fine, sempre composto, incurante del maltempo e dei cambi di pendenza.

L'atleta della Jumbo-Visma ha concluso i primi 22 km pianeggianti a 51" da Campenaerts, ma ha volato sulla salita di San Marino come aveva fatto una settimana fa con quella del San Luca a Bologna. Roglic ha chiuso con 11" di vantaggio su Campenaerts, un tempo inavvicinabile per tutti gli altri che hanno dovuto pensare solo a limitare il passivo.

Un Nibali convincente

Miguel Angel Lopez è andato incontro ad una giornata da dimenticare, subito fermato da una foratura e poi incapace di dare ritmo alla sua prova.

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Alla fine il colombiano ha chiuso con un passivo pesantissimo di 3'45", e non ha fatto di meglio Simon Yates: il britannico della Mitchelton è stato la vera delusione di oggi. Partito molto forte, il vincitore della scorsa Vuelta Espana ha cominciato ben presto a faticare e scomporsi, e sulla salita di San Marino è crollato in maniera inattesa. Il suo ritardo è stato di ben 3'11".

L'unico dei principali favoriti al successo finale a non sprofondare in questa giornata così difficile è stato Vincenzo Nibali. Il corridore siciliano è partito più cauto di Yates, pagando già 26" di ritardo da Roglic dopo 11 km, ma è andato poi in crescendo e nella salita è riuscito a tenere un bel passo, pur continuando a perdere dallo sloveno.

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Alla fine il campione messinese ha ceduto 1'05" a Roglic, un distacco importante ma nelle previsioni della vigilia.

Molto forte è andato Bauke Mollema, appena davanti a Nibali, mentre si è difeso senza eccellere Bob Jungels a 1'16". Carapaz si è confermato molto più in palla del suo leader Landa, attardato di oltre un minuto dall'ecuadoregno.

Valerio Conti ha difeso la sua maglia rosa con una buona cronometro e potrà continuare a godersi il primato durante il giorno di riposo e per due tappe tranquille prima delle montagne. La classifica vede il romano della UAE al comando con 1'50" su Roglic, mentre Nibali è a 3'34", Jungels a 4'08", Carapaz a 5'06", Yates a 5'36" e Lopez a 6'19".

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