Dopo aver perso Koren, fermato per il presunto coinvolgimento in un’inchiesta antidoping, Vincenzo Nibali ha rischiato di trovarsi senza un altro compagno di squadra in questo Giro d’Italia. Non uno qualunque, ma Damiano Caruso, il corridore che, insieme a Pozzovivo, è il più importante nello scacchiere tattico del Team Bahrain Merida per aiutare il capitano nelle tante tappe di montagna che decideranno la corsa. Caruso ha sofferto molto negli ultimi giorni per riuscire ad andare avanti, dopo essere stato colpito da un attacco influenzale, ma, con grande determinazione, ha superato la fase più critica del problema.

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Caruso: ‘Sono ancora un po’ debole’

Mentre il Giro d’Italia dava spettacolo per le vittorie di tappa e la conquista della maglia rosa, con frazioni movimentate e corse a tutta velocità, nelle retrovie e lontano dalle telecamere qualcuno ha vissuto giornate particolarmente difficili. Si tratta di Damiano Caruso, il corridore siciliano fortemente voluto da Vincenzo Nibali al Team Bahrain Merida come gregario di lusso per le tappe più impegnative, ruolo che condivide con Domenico Pozzovivo.

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Caruso è stato vicino al ritiro per colpa di un attacco influenzale che lo ha colpito nei giorni scorsi.

“Non è stato facile ma non volevo abbandonare il Giro d’Italia. Non ho più la febbre e questa è già un’ottima notizia” ha dichiarato lo scalatore siciliano dopo la tappa di ieri con arrivo a L’Aquila in cui ha concluso nelle retrovie mentre Nibali è stato attorniato dal resto della squadra. “Sono ancora un po’ debole ed è per questo che d’accordo con la squadra ho deciso di risparmiare energie in modo da poter recuperare più velocemente” ha aggiunto Caruso.

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‘L’unico obiettivo era arrivare’

Il corridore ragusano sembra aver superato la fase più difficile e dopo la lunga tappa odierna di Pesaro avrà una fase più tranquilla della corsa con la cronometro, il giorno di riposo ed un paio di frazioni pianeggianti per recuperare al meglio.

“L’altro giorno ho iniziato con la febbre a 39 e con sensazioni terribili, ma mi congratulo con me stesso perché ho avuto la forza di reagire e sono pronto a dare il mio contributo alla squadra” ha raccontato Damiano Caruso dimostrando tutta la determinazione con cui ha affrontato queste giornate di pura sofferenza. “L’unico obiettivo in queste tappe era di arrivare al traguardo e l’unico modo era di partire motivati. Ero consapevole che se mi fossi arreso sarei stato ancora peggio” ha aggiunto lo scalatore del Team Bahrain Merida.

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Caruso a questo punto avrà il tempo per riprendere le energie e farsi trovare pronto al fianco di Nibali quando il Giro d’Italia inizierà ad affrontare le grandi montagne.

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