La Vuelta Espana è stata subito messa sottosopra dai favoriti al successo finale che si sono dati battaglia già nella seconda tappa, la prima in linea dopo la cronosquadre di ieri vinta dalla Astana. È bastata una salita di 3 km a far esplodere la corsa e a portare poi all’attacco di sei dei big della corsa: Quintana, Aru, Roglic, Uran, Roche, Nieve. La Astana di Lopez si è mostrata imprevedibilmente molto vulnerabile e l’azione è andata al traguardo di Calpe. Quintana ha staccato tutti nel finale precedendo Roche che ha conquistato la maglia rossa di leader.
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— La Vuelta (@lavuelta) August 25, 2019Vuelta Espana, subito battaglia
La Vuelta ha presentato il suo volto imprevedibile fin dall’inizio. Dopo le cadute della cronosquadre che ieri ha aperto la corsa, oggi nella Benidorm – Calpe sono arrivate altre sorprese. La corsa prevedeva tre Gpm e diversi saliscendi, con l’Alto del Puig Llorenca, una salita di 3 km al 9%, nella parte finale del percorso.
La tappa ha visto una fuga di quattro corridori prendere il largo nelle fasi iniziali.
A provarci sono stati Sander Armèe, Angel Madrazo, Jonathan Lastra e Willie Smit. La corsa è andata via a buon ritmo confermandosi decisamente troppo dura per le ruote veloci del gruppo. La fuga è stata tenuta sotto controllo fino ad essere annullata ai piedi della salita del Puig Llorenca, ad una trentina di chilometri dall’arrivo. La corsa è esplosa in maniera eclatante sull’ascesa: Formolo e Latour sono stati i più aggressivi per fare selezione, ma anche Alejandro Valverde si è portato davanti per rendere la corsa più dura scollinando davanti a tutti.
Aru convincente
Il gruppo principale si è ridotto ad una ventina di corridori, ma al termine della discesa la situazione è cambiata nuovamente con l’attacco di due dei grandi favoriti alla vittoria finale, Primoz Roglic e Nairo Quintana, in compagnia di Nicolas Roche, Rigoberto Uran, Mikel Nieve e Fabio Aru.
Lo scalatore sardo si è aggregato all’ultimo, riuscendo a rimettersi nella bagarre come non gli succedeva da ormai tanto tempo. Il sestetto ha marciato a buon ritmo superando gli ultimi saliscendi, mentre nel gruppetto inseguitore la maglia rossa Miguel Angel Lopez si è trovato quasi subito senza compagni dopo aver sfruttato Ion Izagirre. La Astana, che sembrava una vera corazzata, ha mostrato segni di debolezza davvero inattesi mettendo a forte rischio la posizione del suo leader. Lopez è dovuto intervenire personalmente tirando per chilometri e chilometri per limitare il passivo.
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— La Vuelta (@lavuelta) August 25, 2019A tre chilometri dall’arrivo Quintana ha approfittato di un attimo di distrazione degli avversari per guadagnare qualche metro.
I tentativi di rincorsa di Roche e di Uran e una progressione finale di Roglic non sono bastati per riaprire i giochi e il colombiano della Movistar è così andato a vincere sul traguardo di Calpe. Il secondo posto è stato sufficiente però a Roche per conquistare la maglia rossa, poi Roglic, Uran, un Aru mai così convincente da un paio d’anni in qua, e Nieve. Il gruppetto di Lopez, con anche Valverde, Chaves e Formolo tra gli altri, è arrivato a 37’’.
Già in grave ritardo sono arrivati Kruijswijk e Fuglsang a 1’43’’, mentre Poels e Geoghegan Hart sono sprofondati a dieci minuti cancellando subito la Ineos dai giochi per la classifica generale.
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— La Vuelta (@lavuelta) August 25, 2019