Il calendario di inizio stagione del Ciclismo professionistico ha accolto un nuovo ingresso, quello del Saudi Tour, una corsa a tappe alla sua prima edizione che si corre in Arabia Saudita. Pur nuova di zecca, la corsa ha subito trovato le sue caratteristiche tecniche, inserendosi nel consolidato standard delle gare mediorientali, con tanta pianura in mezzo al deserto, con la sabbia e il vento a farla da padroni. La tappa si è accesa presto, anche grazie al vento laterale e al forcing della Bahrain McLaren di Cavendish, che ha poi lanciato al contrattacco Haussler.

Il finale, con una rampa breve ma impegnativa, ha però rimescolato le carte dando a Rui Costa l’occasione di conquistare il successo.

Saudi Tour, tappa tra i ventagli

Anche l’Arabia Saudita si è affacciata al grande ciclismo con la prima edizione del Saudi Tour, una nuova corsa al debutto sulla scia delle tante già viste a queste latitudini tra Qatar, Oman e Emirati Arabi. La prima tappa da Riyadh a Jaww per 173 chilometri ha attraversato ininterrottamente il deserto arabo per arrivare su una breve rampa con pendenze fino al 10%.

Come spesso accade nelle corse disputate nel deserto è stato il vento il fattore chiave, con la caratteristica disposizione a ventaglio dei vari gruppetti che si sono formati quando il ritmo si è fatto particolarmente intento. Già a 70 chilometri dall’arrivo, approfittando del vento laterale, la Bahrain McLaren di Cavendish si è portata davanti al completo favorendo una netta selezione. Il gruppo si è spezzato in più parti ed è andato a riprendere subito una fuga di sei uomini che era partita nelle fasi iniziali.

Colpo da finisseur di Rui Costa

Più avanti il percorso ha cambiato direzione trovando il vento più favorevole e questo ha permesso ad una seconda parte del gruppo di riportarsi sulla testa della corsa ricompattando una cinquantina di corridori al comando. La Bahrain McLaren ha deciso di cambiare completamente strategia ed ha lanciato all’attacco Heinrich Haussler quando mancavano una ventina di chilometri al traguardo.

L’esperto australiano è stato seguito da Bert De Backer (B&B Hotel Vital Concept), Andreas Kron (Riwal), Evaldas Siskevicius (Nippo Delko One Provence).

Il quartetto ha rischiato di far saltare il banco, con la Arkea e la NTT che hanno cercato di aumentare il ritmo in testa al gruppo arrivando però all’ultimo chilometro ancora con una ventina di secondi di distacco. Un po’ di attendismo tra i battistrada e soprattutto la breve ma dura rampa finale hanno rimescolato la situazione. lo strappo al 10% nelle ultime centinaia di metri ha consentito a Rui Costa (UAE) di piazzare un bell’allungo e riportarsi sui fuggitivi.

Haussler ha cercato di ribattere, ma il corridore della UAE è andato a vincere la prima tappa del Saudi Tour.

L’australiano si è tenuto il secondo posto, un risultato un po’ amaro per come è maturato e per il grande lavoro di tutta la sua squadra. Al terzo si è rivisto Nacer Bouhanni (Arkea), apparso in ripresa dopo la tumultuosa esperienza con la Cofidis, quindi Slagter e Barbero.

Da segnalare le presenze nel primo gruppo anche di Malucelli, nono, oltre che di Boaro e Gasparotto, rimasti sempre nel vivo della corsa. Molto sfortunato è stato invece Nicolò Bonifazio, caduto nelle fasi più concitate della tappa, quando il gruppo si è selezionato sotto la spinta della Bahrain McLaren, e arrivato al traguardo con otto minuti di distacco.

Domani il Saudi Tour prosegue con una tappa simile, tanta pianura e tanto deserto, ma con un finale che si preannuncia più favorevole agli sprinter puri. La terza e la quarta tappa hanno un percorso più mosso, mentre l'ultima dà spazio ancora agli sprinter puri.

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