Dave Brailsford, Team manager della squadra più potente del Ciclismo professionistico, il Team Ineos, non ha accolto con grande entusiasmo la notizia della riprogrammazione del calendario con lo spostamento del Tour de France a fine agosto.

Il gran capo della squadra britannica, dominatrice dell'ultimo decennio al Tour, ha mostrato un certo scetticismo sull'opportunità di programmare la ripresa della stagione nonostante l'emergenza sanitaria stia vivendo ancora giornate drammatiche. Brailsford ha anche aperto ad una possibilità che ha del clamoroso, quella di un Tour senza la sua squadra nel caso la corsa non dovesse rivelarsi del tutto sicura.

Brailsford: 'Il mondo ha bisogno di medici e infermieri'

In un'intervista rilasciata al Times, il Team manager della Ineos ha chiarito la sua posizione sul nuovo calendario composto dall'Uci e sull'opportunità di far riprendere la stagione del ciclismo. Forte di uno sponsor potente come il colosso della chimica dell'imprenditore Jim Ratcliffe, l'uomo più ricco di Gran Bretagna, Brailsford non ha mostrato quella voglia di rimettere in moto il ciclismo professionistico che hanno invece manifestato molti suoi colleghi, appesi a sponsorizzazioni meno solide e pronte ad uscire di scena con una stagione completamente annullata.

"Penso che un po' di umiltà non sia una brutta cosa. Siamo abbastanza fortunati ad essere coinvolti nello sport professionistico.

Il mondo non ne ha bisogno, ha bisogno di medici e infermieri. Nessuno è mai morto per mancanza di ciclismo", ha dichiarato Brailsford, annunciando anche l'opzione del ritiro dal Tour de France, riprogrammato dal 29 agosto al 20 settembre, se le precauzioni messe in atto dall'organizzazione della corsa non dovessero rivelarsi adeguate.

"Ci riserviamo il diritto di ritirare la squadra se sarà necessario. Partiremo monitorando l'evoluzione delle cose, come abbiamo fatto prima della Parigi-Nizza", ha aggiunto il Team manager della Ineos, riferendosi alla corsa francese a cui la sua squadra non ha partecipato.

'Per molte squadre il Tour è la linfa vitale'

Brailsford ha anche accennato al recupero di Chris Froome, il quattro volte vincitore del Tour de France, reduce dal terribile incidente dello scorso anno al Giro del Delfinato. Il campione britannico potrebbe essere agevolato da questo spostamento di due mesi della corsa che gli darà più tempo per riprendersi e tornare in grande forma. "Non si lamenta del ritardo, diciamo così", ha commentato Brailsford, che ha parlato anche dell'impatto negativo che questo blocco delle corse sta avendo sulle altre squadre. Il manager britannico ha riconosciuto che diversi team sono in sofferenza e che c'è la concreta possibilità di alcune chiusure.

"Per molte squadre il Tour rappresenta la linfa vitale.

Lo stesso modello su cui si basa il ciclismo, essendo al 100% basato sulla sponsorizzazione, significa che sei forte quanto lo sono le attività dei tuoi sponsor. Le squadre possono chiudere? Spero di no, il mio cuore dice che sarebbe terribile, ma logicamente ci sono alcune persone più vulnerabili di altre se le attività dei loro sponsor non iniziano a rialzarsi. Gli sponsor non possono rinunciare al loro business per una squadra di ciclisti", ha commentato Brailsford.

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