L’Operazione Aderlass, l’inchiesta antidoping che lo scorso anno ha coinvolto sciatori e ciclisti, torna di grande attualità. La Fondazione Antidoping del Ciclismo, un ente indipendente voluto dall’Uci, sta riesaminando i campioni prelevati ai corridori durante le edizioni 2016 e 2017 del Tour de France, entrambe vinte da Chris Froome. Questi nuovi test sono stati disposti dopo le novità emerse durante l’inchiesta sull’Operazione Aderlass, sul medico tedesco Mark Schmidt e i tanti atleti a lui collegati e squalificati.

Operazione Aderlass, anche Petacchi tra i corridori coinvolti

L’Operazione Aderlass esplose lo scorso anno dopo le rivelazioni di uno sciatore di fondo austriaco, Johannes Durr.

Da qui fu smantellata una rete di prodotti e pratiche dopanti incentrata sul medico tedesco Mark Schmidt, che coinvolse sciatori e ciclisti. Il nome più altisonante emerso allora fu quello di Alessandro Petacchi, già ritiratosi dall’attività, e nel frattempo diventato commentatore tecnico della Rai. Petacchi lasciò il suo incarico alla tv di stato dopo quelle accuse e nei mesi successivi subì una squalifica di due anni. Nel ciclismo tra gli altri atleti coinvolti ci furono anche Georg Preidler, Stefan Denifl, Danilo Hondo, Borut Bozic, Kristian Durasek e Kristian Koren.

La vicenda sembrava conclusa così, ma dalle dichiarazioni raccolte durante l’inchiesta sono emerse delle novità inquietanti.

Nel periodo 2016-2017 alcuni corridori, non i clienti del dottor Schmidt, avrebbero utilizzato dei prodotti proibiti non ancora rintracciabili con accuratezza nei controlli antidoping allora utilizzabili.

Ciclismo, sotto accusa un prodotto di origine americana

Peter Van Eenoo, del laboratorio antidoping di Gand, ha confermato che “durante quel periodo c’erano alcuni prodotti proibiti non ancora disponibili sul mercato farmaceutico e per i quali non c’erano ancora dei metodi di rivelazione ottimali nei laboratori.

Da allora questi metodi sono stati migliorati”.

Di quale prodotto si tratti non è dato sapere, ma le voci parlano di un farmaco di provenienza americana. L’Uci ha saputo di queste novità a novembre dello scorso anno e ha incaricato la Fondazione Antidoping del Ciclismo di effettuare un nuovo esame sui campioni prelevati durante le edizioni 2016 e 2017 del Tour de France. I test sono già iniziati nei laboratori di Seibersdorf, in Austria, e di Colonia, in Germania e prossimamente potrebbero esserci altre novità importanti su questo fronte.

Sia il Tour de France 2016 che 2017 furono vinti da Chris Froome. Nella prima occasione il campione della Sky fu accompagnato sul podio da Romain Bardet e Nairo Quintana. Nella seconda sopravanzò Rigobert Uran e ancora Romain Bardet.

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