Tra chi si è dedicato a lunghe sessioni di allenamento sui rulli e chi ha staccato un po’, c’è anche un protagonista del Ciclismo professionistico che ha approfittato dello stop alle corse per fare degli esperimenti. Il primatista dell’ora Victor Campenaerts ha pianificato negli ultimi due mesi un interessante piano di allenamento basato sull’uso di una tenda ipossica, un apparecchio che consente di simulare in maniera molto efficace l’alta quota e i relativi effetti benefici sul corpo umano. Il corridore belga ha fatto salire gradualmente la quota della tenda fino ad arrivare a ben 4.600 metri per poi scendere ed iniziare a pedalare con sempre maggior intensità.

Victor Campenaerts: ‘A 4600 metri non c’era quasi ossigeno’

Con il blocco dell’attività agonistica imposto a metà marzo dall’emergenza sanitaria e la ripresa molto lontana e piena di dubbi, Victor Campenaerts ha approfittato di questo lungo periodo senza gare per effettuare un esperimento di otto settimane sulla preparazione atletica. Il corridore belga, guidato dall’allenatore Kurt Lobbestael e dal medico Ruud Van Thienen, ha simulato un periodo di allenamenti in altissima quota grazie ad una tenda ipossica montata nella sua camera. Questo strumento, che non è una novità nel mondo dello sport, ricrea le condizioni che si trovano in altura. Campenaerts si è però spinto fino a livelli estremi, iniziando il suo piano di allenamento il 23 marzo da un’altitudine di 2000 metri per arrivare ad inizio aprile a 4600 metri.

Quindi ha trascorso una settimana e mezzo a questa quota elevatissima. “Non c’era quasi ossigeno, mi sono allenato un massimo di otto ore a settimana” ha raccontato il corridore belga della NTT.

Concluso questo periodo, Campenaerts ha tolto la tenda ipossica ed ha continuato i suoi allenamenti con un volume ancora abbastanza leggero dal 13 al 26 aprile.

“Mi sono allenato solo 500 chilometri a settimana, con occasionali blocchi intensivi molto brevi sui rulli” ha dichiarato il primatista dell’ora.

Il test sulle Ardenne con il Ct Verbrugghe

L’ultima parte di questo esperimento di otto settimane ha preparato Campenaerts al test finale, una breve cronometro sulle Ardenne.

Le ultime tre settimane di allenamento hanno fatto salire il volume di lavoro, da 700 a 900 chilometri, fino al 21 maggio, quando il corridore belga ha simulato una crono di circa venti minuti. “Era un percorso piuttosto difficile, i primi nove chilometri in piano e poi negli ultimi quattro una salita al 6%” ha raccontato Victor Campenaerts, che ha avuto delle risposte molto convincenti dal test finale di questo esperimento. Il belga della NTT è stato seguito a ruota dal collega Louis Vervaeke del team Alpecin Fenix, che non è riuscito a restare nella sua scia.

Campenaerts ha raggiunto il suo record personale di potenza media in uno sforzo di venti minuti. “Il mio precedente record era nel Giro del Romandia del 2018, quando ho attaccato con De Gendt e sono andato a tutta per venti minuti al suo servizio.

Posso dire che l’allenamento in quota sopra i 4000 metri ha avuto un effetto. Sono convinto che questo esperimento avrà un effetto positivo se si potrà ricominciare a correre nei prossimi mesi. Il mio piano è di essere al Giro di Polonia, al Campionato Europeo, alla Tirreno Adriatico, ai Mondiali e al Giro d’Italia. L’idea è di ripetere questa preparazione in altura in vista delle Olimpiadi di Tokyo” ha dichiarato Campenaerts, che ha invitato il Ct belga Rik Verbrugghe a vedere il suo test finale sulle Ardenne.

A caccia di un posto per le Olimpiadi

“So che Victor è capace di grandi cose quando può prepararsi a lungo e in modo ottimale, il problema è che dovrò fare una scelta straziante per la cronometro delle Olimpiadi di Tokyo” ha affermato Verbrugghe.

Nonostante sia il primatista dell’ora e uno dei migliori specialisti delle prove a cronometro, Victor Campenaerts è tutt’altro che certo del suo posto in squadra per la prova olimpica. Il Belgio avrà due posti a disposizione, uno dei quali andrà certamente a Remco Evenepoel. Per la seconda piazza disponibile Campenaerts se la dovrà vedere con altri specialisti del calibro di Wout Van Aert e Yves Lampaert.

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