In questi giorni in cui sarebbe dovuto essere in corsa al Giro d’Italia a caccia della sua terza maglia rosa, Vincenzo Nibali sta invece ancora riflettendo su quella che sarà la sua stagione post emergenza sanitaria. Il campione della Trek Segafredo si sta preparando con un’attività non particolarmente intensa, visto che all'auspicata ripresa mancano ancora quasi tre mesi e non è ancora stato compilato il programma personale in cui sarà impegnato. Nella sua testa c’è ancora il Giro d’Italia, quello che sarebbe dovuto essere normalmente il suo primo obiettivo stagionale, e a proposito della corsa rosa Nibali ha fatto riaffiorare anche alcuni ricordi delle tante edizioni passate che lo hanno visto come protagonista.

Vincenzo Nibali: ‘Mi sono messo al servizio di Basso’

In questo periodo di blocco della stagione del ciclismo Vincenzo Nibali ha concesso tante interviste in cui ha parlato spesso del passato, dei tanti episodi che un campione vive nella sua carriera. In una chiacchierata telefonica riportata dalla Gazzetta dello Sport, il ciclista 35enne è tornato sull’edizione 2010 del Giro d’Italia. Per Nibali quella corsa rappresentò un primo punto di svolta della carriera. Da giovane talento si trovò per la prima volta a lottare per la maglia rosa, riuscendo a conquistare il terzo posto finale e una vittoria di tappa. Fu un Giro d’Italia un po’ strano, segnato da molti episodi, tra cui la fuga che permise a David Arroyo di guadagnare più di dieci minuti sui favoriti nella tappa a L’Aquila, e l’epica giornata sugli sterrati senesi con arrivo a Montalcino.

Proprio questa tappa in Toscana, segnata da una copiosa pioggia e dai corridori trasformati in maschere di fango, secondo Vincenzo Nibali dette una svolta negativa al suo Giro d’Italia. Il corridore siciliano, allora alla Liquigas, arrivò alla frazione degli sterrati indossando la maglia rosa, anche grazie alla vittoria nella cronosquadre di Cuneo.

Sia Nibali che il suo compagno di squadra Ivan Basso furono però coinvolti in una caduta a Montalcino e la maglia rosa finì per passare a Vinokourov.

Questa giornata avrebbe anche cambiato le gerarchie interne alla Liquigas secondo quanto raccontato ora da Nibali: “Avevo indossato la mia prima maglia rosa ed ero in condizione perfetta.

Dopo la caduta di Montalcino mi sono messo al servizio di Basso, per me è un fratello maggiore. Certamente ero giovane ma avrei potuto tenere la maglia fino alla fine” ha raccontato Nibali, che poi concluse quel Giro d’Italia al terzo posto a 2’37’’ da Basso.

‘Il Giro mi manca’

Il ritorno ai tanti ricordi dei Giri passati è anche un modo per dire quanto sia importante e presente la corsa rosa nei suoi pensieri. Il Giro d’Italia sarebbe stato il primo obiettivo stagionale per Vincenzo Nibali, ed anche dopo la ristrutturazione del calendario dovuta all'emergenza sanitaria, il capitano della Trek Segafredo resta orientato sulla corsa rosa, pur non avendo ancora ufficializzato il suo programma personale.

“Il Giro mi manca” ha dichiarato il due volte vincitore della corsa, aggiungendo che “il Giro ce l’ho ancora in testa. Devo parlarne con la squadra, ma per me la corsa rosa è più di un pensiero” ha continuato Nibali, che si è detto sorpreso per la concomitanza del via del Giro con la Liegi Bastogne Liegi, altra corsa a lui molto cara. “La Liegi in contemporanea al Giro mi ha fatto sobbalzare, spero ci possa essere qualche modifica” si è auspicato l'ex tricolore.

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