Nessuna sorpresa nella cronoscalata a Peyragudes, tredicesima tappa del Tour de France. Tadej Pogačar ha regalato l'ennesimo show, ribadendo come previsto quanto già dimostrato ieri nella prima frazione pirenaica di Hautacam [VIDEO]. Il fuoriclasse sloveno ha fatto corsa a sé, conquistando la quarta vittoria di tappa in questo Tour de France e consolidando una maglia gialla già saldamente sulle sue spalle. In una corsa in cui ha potuto concentrarsi solo sul suo sforzo, Jonas Vingegaard si è difeso meglio di ieri, limitando il distacco a 36''. Il danese ha avuto anche la spinta morale di vedere davanti a sé un Evenepoel in piena crisi, raggiunto e superato sulla rampa finale.
Evenepoel ha perso oltre due minuti e mezzo e ora vede a rischio il proprio posto sul podio, minacciato dalla coppia della Red Bull-Bora, Lipowitz e Roglič, entrambi molto brillanti oggi
Tadej Pogacar creuse les écarts au classement général à l'issue de ce chrono de la 13e étape, avec 4'07" d'avance sur Jonas Vingegaard. Remco Evenepoel n'a plus que 6" d'avance sur Florian Lipowitz. Kévin Vauquelin passe à la 6e place, pour 4" derrière Oscar Onley. #TDF2025 pic.twitter.com/GQI39zL1hf
— Le Gruppetto (@LeGruppetto) July 18, 2025
Ancora uno show di Pogačar
Dopo il monologo nella tappa pirenaica di ieri a Hautacam, non c'erano molti dubbi sulla vittoria di Pogačar nella cronoscalata odierna a Peyragudes.
Il percorso si è rivelato molto impegnativo, con un brevissimo falsopiano iniziale e poi la classica scalata del Col de Peyresourde prolungata nella rampa conclusiva di Peyragudes. Tra i primi a partire è stato Luke Plapp a far segnare un tempo che ha fatto a lungo da riferimento, resistendo anche alla discesa in campo dei primi uomini della top ten della classifica generale.
Il tracciato ha portato i big a fare scelte diverse sui materiali. Pogačar ha usato la bici classica da strada, mentre Vingegaard, Evenepoel, Roglič e Lipowitz hanno pedalato su quella da cronometro. Nonostante tutto, Pogačar ha siglato il miglior tempo anche nella parte iniziale più veloce e favorevole alle bici da crono, per poi volare imprendibile quando la strada ha iniziato a impennarsi.
Vingegaard è stato protagonista di una prova convincente e solida, ma è emerso palesemente il diverso livello rispetto a Pogačar. All'intermedio di metà salita, il campione del mondo con 23'' di vantaggio sul danese, mentre Evenepoel ha iniziato ad arrancare accumulando già 1'19'' di ritardo. Il finale del belga è stato particolarmente sofferto. Con una pedalata spenta, Evenepoel si è visto braccare da Vingegaard, partito due minuti dopo, che lo ha raggiunto e passato proprio sulla rampa finale. Pogačar ha poi spazzato via tutti i tempi, chiudendo con 36'' su Vingegaard e 1'20'' sul redivivo Roglič, protagonista della sua miglior tappa in questo Tour. Anche l’altro uomo di classifica della Red Bull-Bora, Lipowitz, si è espresso su buoni livelli, finendo quarto a 1'56'''.
La classifica si è così ridisegnata scavando dei solchi enormi tra i primi tre, mentre Evenepoel è stato pressoché ripreso dagli altri pretendenti al podio. Pogačar ha ora 4'07'' su Vingegaard, 7'24'' su Evenepoel e 7'30'' su Lipowitz.
"La decisione più importante era la bici da usare'
"Sono molto contento", ha dichiarato Pogačar nella rituale intervista del dopo tappa. "Questa cronometro era già nei miei pensieri a dicembre. Sono partito bene fin da subito. Volevo dare il massimo dall'inizio alla fine. Ho quasi rischiato di farmi saltare in aria verso la fine, ma ho visto il tempo in cima alla salita e questo mi ha dato una spinta in più. In quel momento ho capito che avrei vinto", ha continuato la maglia gialla, spiegando di aver diminuito l'intensità a un paio di chilometri dall'arrivo.
"Ho rallentato un po', perché sapevo che la rampa finale era ancora molto dura. Volevo avere ancora qualcosa nelle gambe", ha spiegato il campione sloveno.
Contrariamente ad alcuni avversari, Pogačar ha scelto di correre con la sua bici da strada, anziché quella da cronometro. "La decisione più importante è stata quale bici avrei usato. Gareggiamo più spesso su una bici da strada. Abbiamo fatto i calcoli e, se con una bici da cronometro non si riescono a sviluppare gli stessi watt di una bici da corsa, si può comunque ottenere lo stesso tempo. Quindi ho scelto una più confortevole e questa scelta ha dato i suoi frutti", ha spiegato Tadej Pogačar.