È finita con un colpo di scena un'edizione surreale e molto discussa del Giro di Romandia femminile di ciclismo. La corsa a tappe svizzera era partita venerdì tra le polemiche per la squalifica di cinque squadre, ree di non aver accettato il regolamento imposto dall'Uci per un test con dispositivi Gps. Dopo i successi di Paula Blasi nella cronoscalata inaugurale e di Elise Chabbey nella tappa di ieri, l’ultima giornata proponeva Urška Žigart in maglia di leader. La slovena è rimasta leggermente staccata da Chabbey e Blasi, sull’ultimo strappo del percorso, ma con l’aiuto della compagna Mireia Benito sembrava pronta a rientrare sulle battistrada.
Žigart è però finita fuori strada in discesa. Non è caduta, grazie a un’ampia via di fuga, ma ha perso l’occasione di recuperare, consegnando così il Romandia a Chabbey, mentre la tappa è stata invece vinta da Kata Blanka Vas.
Blanka Vas takes the final stage of the Tour de Romandie Feminin as Elise Chabbey claims the overall title in a thrilling chase to the line 🤩 pic.twitter.com/rHbcI7AjBE
— Cycling on TNT Sports (@cyclingontnt) August 17, 2025Solo sessanta atlete al Romandia
La terza e ultima tappa del Giro di Romandia ha presentato uno scenario un po' surreale, con appena una sessantina di atlete rimaste in corsa. A determinare questa situazione desolante per una corsa del ciclismo World Tour è stato un pasticcio combinato dall'Uci.
La federazione presieduta da David Lappartient ha imposto per questa gara un test con l'installazione di un dispositivo Gps sulle bici che dovrebbe servire a velocizzare la localizzazione dei corridori in caso di cadute.
Le modalità del test non sono state, però, accettate da numerose squadre, visto che l'Uci intendeva far ricadere sui team stessi le responsabilità di eventuali incidenti provocati dai dispositivi. Questo scontro ha portato all'immediata squalifica di cinque squadre, che ha finito per falsare la corsa.
Rimonta e vittoria di tappa a Blanka Kata Vas
Il Giro di Romandia è comunque proseguito per le sue tre giornate di gara e oggi, domenica 17 agosto, è arrivato all'atto finale. L'ultima tappa si è svolta intorno ad Aigle, la sede dell'Uci, su un percorso con salite corte ma impegnative.
Urška Žigart è partita in maglia gialla con 8'' su Elise Chabbey e 13'' su Yara Kastelijn.
Nelle fasi iniziali è partito in fuga un gruppo di una dozzina di unità, con anche Marturano e Vettorello. La corsa si è animata sulla penultima salita, quando Paula Blasi è partita all'attacco. L'azione ha selezionato il gruppo, ma tutte le atlete di alta classifica si sono ricompattate nel piano prima dell'ultimo strappo, una rampa di un chilometro al 9%.
Le fuggitive sono state tutte riprese e il gruppo si è spezzettato sulle prime rampe, con Urška Žigart costretta a una frettolosa rimonta. La slovena ha pedalato bene, ma lo sforzo si è fatto sentire negli ultimi 200 metri di salita, quando Chabbey e Blasi sono riuscite ad andarsene.
Nella discesa finale, la situazione si è rimescolata ancora. Kata Blanka Vas ha fatto valere le sue doti di discesista e crossista per rientrare sulle battistrada, mentre Urška Žigart ha trovato l'aiuto della compagna Mireia Benito per cercare di rimontare i pochi secondi di distacco da Chabbey e difendere la sua maglia gialla.
La slovena ha però mancato completamente una curva in discesa, mostrando i suoi limiti tecnici, e finendo in un'ampia via di fuga. Benito ha atteso nuovamente la maglia gialla, ma il tempo perso per questa uscita di strada si è rivelato fatale. Nel finale, Kata Blanka Vas ha vinto facilmente la tappa battendo allo sprint Blasi e Chabbey, con il gruppo staccato di 11''.
La classifica generale del Giro di Romandia si è così ridisegnata con la vittoria di Elise Chabbey con 7'' su Urška Žigart e 20'' su Yara Kastelijn.