La quarta vittoria di Tadej Pogacar alla Strade Bianche è già consegnata alla storia del ciclismo. Il campione del mondo ha dominato la corsa con l'ennesima cavalcata trionfale, una fuga solitaria di quasi ottanta chilometri. Tra i tanti episodi e le curiosità che hanno caratterizzato l'intensa giornata della Strade Bianche, è emerso anche un curioso particolare che i più attenti hanno notato indosso a Pogacar. Il campione sloveno ha corso con un tracker nero sotto l'ascella, probabilmente un dispositivo che servirebbe a monitorare alcuni parametri.
"Wellens mi ha detto che viene monitorato ogni aspetto"
Secondo Thomas De Gendt, ex ciclista e attento osservatore dell’evoluzione tecnologica del mondo del ciclismo, l'oggetto in questione potrebbe essere un misuratore di glucosio o di lattato. Tuttavia, ha puntualizzato che tali strumenti non sono possono essere indossati durante le gare poiché i dati in tempo reale non sono ammessi. "Quindi probabilmente si tratta di un Whoop", ha affermato nel podcast Café Koers di Het Nieuwsblad.
Il Whoop è un fitness tracker avanzato, privo di schermo, che consente agli atleti di monitorare parametri fisiologici fondamentali come la respirazione e la variabilità della frequenza cardiaca. Jan-Pieter De Vlieger, giornalista esperto in ciclismo, sottolinea come esista una partnership tra la squadra UAE Emirates e Whoop.
Questo strumento altamente tecnologico non solo aiuta a mantenere sotto controllo le prestazioni, ma offre anche un’analisi approfondita dei dati raccolti, permettendo agli atleti di valutare i loro progressi e ottimizzare i loro allenamenti.
La condivisione dei dati all'interno della squadra gioca un ruolo cruciale: "Ricordo di aver parlato con Tim Wellens, e lui stesso ha confermato che i ciclisti monitorano ogni aspetto delle loro performance e possono vedere come stanno andando i loro compagni di squadra. Ad esempio, ha notato che uno di loro non aveva dormito bene la notte precedente, il che è estremamente importante", ha spiegato De Gendt.
'L'ha indossato in quella posizione per l'aerodinamica'
Ma perché Pogacar ha scelto di indossare questo tracker proprio sotto l'ascella? De Gendt offre una spiegazione interessante: "È principalmente per l'aerodinamica". Infatti, la posizione del tracker permette di risparmiare circa 1 o 2 watt, una quantità che, sebbene possa apparire minima, gioca un ruolo significativo nella competizione ad alti livelli. "Per un atleta del calibro di Pogacar, potrebbe non fare molta differenza, ma ogni watt conta, e dato che il dispositivo non ha uno schermo, non importa dove venga posizionato", ha concluso con un sorriso il ciclista belga.
In un mondo dove ogni dettaglio può influenzare l'esito di una corsa, dall’alimentazione alla tecnologia indossata, la presenza di dispositivi come il Whoop rappresenta l'evoluzione del ciclismo moderno.