In vista dell'imminente assemblea della Lega Serie A, convocata per lunedì, i venti club sono chiamati a esprimersi sul candidato alla presidenza della FIGC, in vista del voto del 22 giugno. Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rotto il silenzio chiarendo la sua posizione e indicando Giovanni Malagò come nome forte. De Laurentiis ha sottolineato che alla guida della Federazione “non serve un ex calciatore, ma qualcuno che possa parlare politicamente con il governo per ottenere qualcosa che non abbiamo mai avuto. Abbiamo bisogno di collaborare, se abbiamo bisogno di risolvere i problemi fiscali, burocratici, ci deve aiutare”.

La candidatura di Giovanni Malagò, già presidente del CONI, sarà al centro della discussione durante la riunione delle società di Serie A. Sebbene la Lega Serie A detenga il 18% dei voti in assemblea, una quota inferiore rispetto alla Lega Nazionale Dilettanti, il cui presidente Giancarlo Abete ha evidenziato l'importanza di una convergenza sui programmi, il sostegno a Malagò appare significativo.

Il contesto politico e sportivo

La posta in gioco è particolarmente alta: il flop della Nazionale e le recenti prestazioni dei club italiani nelle coppe europee conferiscono alla presidenza della FIGC un valore strategico cruciale. Attualmente, Giovanni Malagò sembrerebbe godere del sostegno di almeno tre quarti dei voti della Lega Serie A, ma la contesa rimane aperta.

Un altro elemento di rilievo è la nomina del nuovo commissario tecnico: per le amichevoli di giugno contro Lussemburgo e Grecia, la Nazionale è stata temporaneamente affidata a Silvio Baldini. Tuttavia, dopo il 22 giugno, spetterà al nuovo presidente della Federazione indicare il nome definitivo tra i candidati in lizza, tra cui spiccano Conte, Mancini, Daniele De Rossi, Ranieri e Gasperini.

Il peso della Lega A e il ruolo di Malagò

La Lega Serie A, pur detenendo il 18% delle preferenze in assemblea – una quota significativa ma inferiore a quella della Lega Nazionale Dilettanti, che conserva un peso maggiore – si orienta verso una figura di spicco. Giovanni Malagò, forte della sua consolidata esperienza alla guida del CONI, è considerato un candidato autorevole e, come evidenziato da Aurelio De Laurentiis, particolarmente capace di dialogare con le istituzioni politiche. Questa capacità è ritenuta cruciale per affrontare le complesse sfide fiscali e burocratiche che il calcio italiano si trova ad affrontare.