Tadej Pogacar si prepara ad affrontare la Parigi-Roubaix con ambizioni elevate e una potenziale innovazione tecnica che sta già catturando l'attenzione del mondo del ciclismo. La corsa, in programma domenica 12 aprile, vedrà gli atleti cimentarsi su 54,8 chilometri di iconici tratti in pavé nel nord della Francia, un percorso che ha reso leggendaria questa competizione, nota come l'Inferno del Nord.
Il fuoriclasse sloveno, già trionfatore quest'anno alla Milano-Sanremo e al Giro delle Fiandre, punta a conquistare la sua prima vittoria nella Parigi-Roubaix.
L'obiettivo è tenere vivo il sogno di un'impresa storica: vincere tutte e cinque le Classiche Monumento nella stessa stagione, un'impresa mai riuscita prima. Pogacar, capitano della UAE Emirates, dovrà confrontarsi con avversari di altissimo calibro, tra cui spicca l'olandese Mathieu van der Poel, dominatore delle ultime tre edizioni e determinato a centrare un poker di fila. Tra i contendenti attesi figurano anche il nostro Filippo Ganna e altri outsider pronti a sorprendere lungo il tracciato che culmina nel celebre Velodromo.
La scelta tecnica per il pavé: pneumatici "gravel"
Alla vigilia di una delle gare più difficili del calendario internazionale, si discute intensamente di una possibile "arma segreta" che Pogacar potrebbe impiegare per domare i temibili settori in pavé.
Il Campione del Mondo in carica, alla sua seconda apparizione alla Roubaix dopo il secondo posto dello scorso anno (un risultato condizionato da una caduta nella fase cruciale del duello con van der Poel), starebbe valutando l'adozione di pneumatici con uno spessore decisamente particolare per il ciclismo su strada. Le indiscrezioni suggeriscono che Pogacar potrebbe montare sulla ruota anteriore pneumatici da 35 millimetri, una misura più comune nel mondo del gravel e quasi inedita nelle competizioni su strada. Per la ruota posteriore, invece, si ipotizza una soluzione da 32 millimetri.
Il fornitore tecnico della UAE Emirates, Continental, ha recentemente introdotto sul mercato i nuovi pneumatici GP5000 S TR da 35 mm.
Questi potrebbero essere la scelta strategica di Pogacar per migliorare l'assorbimento delle vibrazioni provocate dal pavé e, teoricamente, consentire una maggiore velocità sulle pietre. Tuttavia, una larghezza così significativa comporta anche un maggiore rischio di foratura, un aspetto che il team dovrà ponderare con estrema attenzione.
Evoluzione e precedenti
È utile ricordare i precedenti del quattro volte vincitore del Tour de France in questa specifica corsa: lo scorso anno, al suo esordio alla Roubaix, Pogacar gareggiò con una configurazione di pneumatici da 32 mm sia all'anteriore che al posteriore. Nelle altre competizioni, invece, utilizza abitualmente coperture da 30 mm. L'eventuale decisione di optare per una configurazione ancora più estrema, con un 35 mm all'anteriore, rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione tecnica, posizionandosi al limite tra le specificità della strada e quelle del gravel.
Questa scelta potrebbe, inoltre, influenzare le strategie e le scelte tecniche degli altri team in gara, aprendo nuovi scenari.
Mentre si attende la conferma ufficiale sulle precise scelte tecniche di Pogacar, l'attenzione degli addetti ai lavori e degli appassionati rimane altissima. La Parigi-Roubaix si conferma, ancora una volta, un terreno fertile per l'innovazione e una sfida dove ogni singolo dettaglio, dalla preparazione atletica all'equipaggiamento, può fare la differenza tra la conquista della gloria e la delusione.