I St. Louis Cardinals si avvicinano al mese di settembre con una stagione che sta progressivamente allontanandosi dalla zona playoff, lasciando aperte diverse questioni cruciali riguardo al futuro assetto del roster. La squadra, infatti, si trova in una posizione difficile nella corsa alla postseason, con un bilancio di 68 vittorie e 70 sconfitte e un distacco di ben cinque partite dalla terza e ultima wild card della National League. In un'annata che era stata fin dall'inizio etichettata come di transizione, i restanti 24 incontri assumono un'importanza fondamentale, trasformandosi in un vero e proprio banco di prova per tre profili chiave: Matthew Liberatore, Nolan Gorman e Victor Scott II.
Il contesto generale è particolarmente significativo. Chaim Bloom è in fase di subentro a John Mozeliak nel ruolo di presidente delle baseball operations, e si trova a gestire un organico di Major League più giovane, con l'intera organizzazione sotto attenta osservazione. Bloom, già individuato come dirigente destinato a ricoprire questa posizione di rilievo, ha dedicato molto tempo a seguire da vicino anche le squadre del vivaio. Nonostante molti pronostici avessero collocato i Cardinals all'ultimo posto nella National League Central, la squadra ha saputo mantenere una posizione più competitiva di quanto atteso, sebbene non sufficiente a eliminare l'urgenza delle decisioni che attendono la dirigenza.
Matthew Liberatore: la ricerca di stabilità sul monte di lancio
Il primo nome sotto i riflettori è quello di Matthew Liberatore. Il lanciatore mancino è arrivato a St. Louis da Tampa Bay attraverso uno scambio di prospetti avvenuto circa un mese prima dello spring training del 2020, operazione che vide i Cardinals cedere l'esterno Randy Arozarena. Da quel momento, il confronto tra i due giocatori è rimasto ingombrante: Arozarena, infatti, guidò i Rays fino alle World Series nella stagione accorciata dalla pandemia e, ora in forza ai Seattle Mariners, vanta già tre convocazioni all'All-Star Game. Questa disparità di rendimento ha costantemente pesato sulle aspettative.
Liberatore, che ha 26 anni, è alla sua quinta stagione in Major League, ma non è ancora riuscito a trovare la desiderata stabilità nel suo rendimento.
Le sue statistiche stagionali attuali parlano di 5 vittorie e 13 sconfitte, con un'ERA (media punti concessi) di 5.41 in 27 partenze. Dopo la pausa per l'All-Star Game, i suoi numeri hanno subito un ulteriore peggioramento, registrando 0 vittorie e 7 sconfitte con un'ERA di 6.37 in otto uscite. Con la stagione dei Cardinals ormai priva di ampi margini per i playoff, il club dovrebbe concedergli altre quattro o cinque partenze per permettergli di lasciare un'impressione diversa e, auspicabilmente, più positiva per il suo futuro nella squadra.
Gorman e Scott II: un bivio cruciale per il futuro
Nolan Gorman ha mostrato una carriera in Major League caratterizzata da un'alternanza di lampi di talento e periodi di passaggi a vuoto.
Nelle sue cinque stagioni, il suo potenziale è stato evidente, ma la continuità è mancata. Nel 2023, all'età di 23 anni e giocando come seconda base, Gorman aveva chiuso la stagione con statistiche notevoli: 27 fuoricampo e 76 punti battuti a casa. Attualmente, ricopre il ruolo di principale terza base dei Cardinals, ma la sua linea offensiva stagionale è nettamente inferiore, attestandosi a .187 di media battuta, .270 di percentuale di arrivo in base e .320 di slugging, con soli 8 fuoricampo. Questo calo di produzione offensiva lo pone di fronte a un momento decisivo per la sua permanenza e il suo ruolo all'interno del team. Anche Victor Scott II, sebbene l'articolo non fornisca dettagli specifici sul suo rendimento attuale, si trova in una situazione simile, con la necessità di dimostrare il proprio valore nei prossimi incontri per assicurarsi un posto nel futuro della franchigia.