Doveva essere la giornata più tranquilla della prima settimana, una classica tappa interlocutoria per velocisti senza troppi grattacapi. L'ottava tappa della Vuelta Espana di ciclismo si è trasformata invece nel giorno del dramma sportivo che riscrive completamente le sorti della corsa: Tadej Pogačar è stato costretto al ritiro a seguito di una rovinosa caduta.

La dinamica del ritiro del dominatore

Il colpo di scena si è consumato a poco più di 30 chilometri dalla conclusione. Il gruppo procedeva a forte andatura lungo un tratto pianeggiante, rettilineo e su strada larga, apparentemente privo di insidie.

All'improvviso, la Maglia Rossa ha perso il controllo della bicicletta — probabilmente a causa di un detrito o di una sconnessione dell'asfalto —, innescando un capitombolo che ha visto finire a terra anche Ben Tulett e Magnus Cort Nielsen.

Le immagini apparse fin da subito impietose hanno mostrato il campione sloveno visibilmente sofferente, con ferite evidenti al volto e alla spalla. Pogačar ha coraggiosamente tentato di risalire in sella per proseguire, ma il dolore gli ha impedito di riprendere la marcia. Alla fine si è dovuto arrendere all'evidenza ed è salito in ambulanza per essere trasportato in ospedale, abbandonando così la corsa che stava dominando.

La cronaca della tappa e la fuga di Fernandez

Prima dell'episodio che ha sconvolto la carovana, la frazione era scivolata via sui binari della calma piatta. Lo spagnolo Sinuhè Fernandez si era reso protagonista di una lunghissima quanto solitaria fuga, riassorbita dal gruppo poco prima che si verificasse il dramma di Pogačar. Nemmeno l'unica asperità della giornata, il Puerto de Barx, aveva regalato sussulti al gruppo principale.

Dopo la caduta della Maglia Rossa, un volenteroso Xabier Azparren ha tentato l'azione personale, ma il suo attacco si è spento a un chilometro e mezzo dal traguardo sotto la spinta delle squadre dei velocisti.

Finale caotico: prima volta per Coquard, beffato Pedersen

Il finale, inevitabilmente condizionato dal nervosismo e da un'ulteriore maxicaduta negli ultimi metri, ha regalato uno sprint tanto convulso quanto imprevedibile. La Visma-Lease a Bike ha provato a pilotare il giovane Matthew Brennan, che però ha perso il contatto con Christophe Laporte e Wout van Aert. Il velocista britannico ha provato una rimonta impossibile dalle retrovie, finendo per piantarsi.

A spuntarla con uno spunto magistrale è stato Bryan Coquard (Cofidis).

Il francese, a 34 anni suonati, è riuscito a conquistare la prima vittoria in carriera in un Grande Giro, battendo di mezza ruota un caparbio Mads Pedersen; a completare il podio di tappa è arrivato Jordi Meeus.

La nuova classifica: Enric Mas è la nuova Maglia Rossa

L'addio prematuro di Tadej Pogačar stravolge completamente gli equilibri della corsa a tappe spagnola, aprendo scenari del tutto inaspettati per la lotta al titolo finale.

La nuova Maglia Rossa passa ora sulle spalle di Enric Mas (Movistar Team), che comanda la classifica generale con 1'11" di vantaggio su Felix Gall e 1'33" su Primož Roglič. La Vuelta riparte da qui, ferita dalla perdita del suo Re, ma pronta a vivere due settimane di incertezza assoluta.