La Vuelta a España perde il suo protagonista assoluto, ma la dinamica del rovinoso incidente che ha costretto Tadej Pogačar al ritiro si arricchisce di dettagli importanti. A ricostruire gli istanti cruciali è Pavel Sivakov, compagno di squadra della UAE Team Emirates-XRG e testimone oculare di quanto accaduto: il corridore francese si trovava infatti esattamente a ruota del suo capitano quando la corsa del fuoriclasse sloveno si è interrotta bruscamente.
Un dettaglio decisivo
Le immagini televisive avevano mostrato la bici di Pogačar scartare improvvisamente a 32 chilometri dalla conclusione della tappa dopo aver impattato un sasso a bordo strada.
Il racconto di Sivakov, rilasciato prima della partenza della nona frazione, aggiunge un elemento fondamentale che spiega la violenza e la repentinità della caduta.
«Ero proprio sulla sua ruota quando è successo» ha spiegato Sivakov. «Penso che stesse bevendo: stava prendendo la borraccia o la stava rimettendo a posto. È successo tutto in un secondo, ricordo che aveva questa borraccia in mano ed è per questo che ha perso l'equilibrio così bruscamente».
Avere una sola mano sul manubrio nel momento esatto in cui la ruota anteriore ha impattato il sasso si è rivelato un incastro fatale, rendendo impossibile per Pogačar raddrizzare la bicicletta ed evitare l'incidente.
Il bollettino medico e l'intervento rinviato
Gli esami medici condotti nella serata di sabato hanno confermato la gravità del quadro clinico: per il campione sloveno si tratta di una commozione cerebrale, una frattura scomposta della clavicola sinistra e una frattura cervicale stabile alla vertebra C7, oltre a svariate abrasioni.
Lo staff medico della UAE Team Emirates-XRG ha rassicurato l'assenza di danni neurologici, ma l'operazione chirurgica per ridurre la frattura alla clavicola è stata temporaneamente rinviata come misura precauzionale dovuta al trauma cranico.
Dallo sgomento alla reazione
Pogačar ha voluto rassicurare l'ambiente inviando un messaggio nella chat di gruppo della squadra direttamente dall'ospedale.
«Siamo devastati» ha ammesso Sivakov. «Ma queste cose purtroppo succedono nel ciclismo. La cosa prioritaria è che Tadej stia bene. Ci ha scritto dal letto d'ospedale; è malconcio, ma lo spirito è quello di sempre».
Con l'uscita di scena del suo capitano, la UAE Team Emirates-XRG è chiamata a stravolgere la propria pianificazione tattica per il resto della Vuelta, passando dalla difesa della classifica generale alla caccia aperta ai successi parziali.
«Non è facile resettare, ma dobbiamo farlo subito» ha concluso il francese. «Tadej dà sempre tutto per noi, ora tocca a noi fare il lavoro e provare a vincere le tappe. Abbiamo diverse opzioni da giocarci, compreso Jay Vine. Per quanto mi riguarda, cercherò di infilarmi nelle fughe da lontano».