Eugenio Suarez, il potente terza base dei Cincinnati Reds, è rimasto nella franchigia dell’Ohio dopo essere stato posto in lista waivers senza che nessuna delle altre squadre della Major League Baseball decidesse di reclamarlo. Questa decisione, che ha visto anche l’esterno TJ Friedl inserito nelle medesime liste, ha generato una certa sorpresa tra gli osservatori, specialmente considerando il curriculum di Suarez, autore di ben 19 fuoricampo in questa stagione e un totale di 344 in carriera. Entrambi i giocatori, avendo superato indenni la procedura di waivers, si uniranno nuovamente ai Reds per la prossima serie di partite contro i Cubs a Chicago.

Nonostante la sua riconosciuta capacità di colpire la palla con forza, la stagione di Suarez è stata complessivamente al di sotto delle aspettative. Il suo rendimento offensivo ha mostrato numeri poco brillanti: una media battuta di appena .208, una percentuale di arrivo in base (OBP) di .295 e una slugging percentage di .410. A questi dati si aggiunge un elevato tasso di strikeout, pari al 34,9%. Tali statistiche lo posizionano tra i battitori meno efficaci della lega tra quelli qualificati, con un valore di wRC+ (weighted Runs Created Plus) di 91, che lo colloca circa al 130° posto su un totale di 154 giocatori. Considerando che il suo ruolo principale è stato quello di designated hitter, una produzione offensiva inferiore alla media ha reso difficile per qualsiasi altra franchigia giustificare un eventuale investimento su di lui.

Le ragioni del mancato interesse: difesa e oneri economici

Le difficoltà di Suarez non si sono limitate al piatto di casa base. Il giocatore ha evidenziato limiti significativi anche in fase difensiva. Il suo contributo come terza base è stato infatti negativo, registrando un valore di –7 Outs Above Average (OAA), un dato che lo colloca tra i peggiori difensori nel suo ruolo. Anche dal punto di vista atletico, la sua velocità di corsa si posiziona solamente nel 18° percentile della lega, indicando una mobilità limitata. Se confrontato con altri giocatori che presentano un rendimento offensivo simile ma che offrono un contributo difensivo superiore, come Bryan Rocchio, Suarez risulta oggettivamente meno appetibile per le squadre alla ricerca di rinforzi immediati.

Un fattore determinante che ha contribuito al mancato reclamo di Suarez è stato l'onere economico. Per acquisire il giocatore, le squadre interessate avrebbero dovuto farsi carico della parte restante del suo contratto annuale da 15 milioni di dollari, che ammonta a circa 3 milioni di dollari per l'ultimo mese di stagione. Considerando che il suo valore stagionale, misurato dall'fWAR (FanGraphs Wins Above Replacement), è stato negativo (–0.4), molte società hanno evidentemente preferito evitare di pagare una cifra considerevole per un giocatore che, nel breve termine, avrebbe potuto non offrire un ritorno adeguato, optando piuttosto per soluzioni interne meno dispendiose.

Il caso di TJ Friedl e il rientro nel roster

Anche l'esterno TJ Friedl ha seguito lo stesso percorso di Suarez, venendo posto in lista waivers senza essere reclamato da alcuna squadra. Friedl ha vissuto una stagione particolarmente difficile, caratterizzata da una media OPS (On-base Plus Slugging) di appena .476 e soli tre fuoricampo. La sua performance lo ha portato a perdere il ruolo di centro esterno titolare. Entrambi i giocatori, dopo aver superato la procedura, sono stati prontamente reintegrati nel roster dei Cincinnati Reds e sono attesi per prendere parte alla prossima serie di partite che vedrà la squadra impegnata contro i Cubs a Chicago. La scelta della dirigenza di mantenere questi atleti rappresenta una chiara indicazione di fiducia, nonostante le recenti difficoltà, in vista del cruciale finale di stagione.