A Trieste, il Comitato No Ovovia, tramite il suo referente William Starc, ha sollevato nuove e significative preoccupazioni riguardo al progetto della cabinovia metropolitana che dovrebbe collegare il centro città all’altipiano carsico. Le incognite e i nodi irrisolti, come sottolineato da Starc il 3 settembre 2026, si accumulano, mettendo in discussione la fattibilità e la trasparenza dell'opera.
Starc ha riassunto la posizione del Comitato con una dichiarazione incisiva: “Nonostante dell'opera non si parli più da qualche mese, sono successe diverse cose preoccupanti e perdurano troppe incognite”.
Tra gli elementi più critici figura la vicenda del collegio tecnico, istituito secondo il Codice degli appalti per supervisionare i lavori della cabinovia. Dopo ben tre anni di stallo e il mancato avvio delle attività, l'intero collegio ha rassegnato le proprie dimissioni, evidenziando le difficoltà operative del progetto.
Le questioni aperte sul progetto della cabinovia
Il Comitato ha inoltre richiamato l'attenzione su una verifica in corso da parte del Comune, volta a esplorare la possibilità di realizzare unicamente il lotto nel Porto Vecchio. Per William Starc, questa eventualità non sarebbe una soluzione semplice, ma comporterebbe la necessità di rifare l'intero progetto e di rimetterlo in gara, con conseguenti dilatazioni di tempi e costi.
Un altro aspetto cruciale riguarda i finanziamenti: il referente del Comitato ha evidenziato la perdita di 48 milioni di euro provenienti dal PNRR, una cifra significativa che pesa sul bilancio dell'opera. A ciò si aggiunge l'ulteriore incertezza sui 13 milioni di euro previsti dal Fondo opere indifferibili, la cui disponibilità resta in sospeso.
Il Comitato e William Starc attendono con urgenza chiarimenti definitivi sulla conferma dei fondi previsti dal MIT e, soprattutto, sui tempi effettivi di erogazione di tali risorse. Fondamentale è anche la richiesta di conoscere il costo aggiornato dell'intera infrastruttura. A tal proposito, il Comitato ha richiamato una precedente dichiarazione dell'assessore comunale Giorgio Rossi, recentemente scomparso, il quale aveva espresso dubbi sulla sufficienza di 80 milioni di euro per completare l'opera.
Starc ha ricordato che la cabinovia era stata appaltata per 51 milioni di euro, a fronte di una spesa presunta iniziale di 62 milioni, cifre che ora sembrano destinate a essere ampiamente superate.
Il quadro tecnico e approvativo dell'infrastruttura
Il progetto al centro del dibattito, denominato ufficialmente “Cabinovia metropolitana Trieste – Porto Vecchio – Carso”, rappresenta un'infrastruttura di collegamento strategica per la città. La sua approvazione del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica risale alla delibera n. 637 della Giunta comunale di Trieste, datata 15 dicembre 2022. Le recenti dichiarazioni del Comitato No Ovovia, tuttavia, mettono in luce come, nonostante l'approvazione formale, le complessità realizzative e finanziarie continuino a rappresentare ostacoli significativi, alimentando il dibattito pubblico sulla sua effettiva realizzazione e sostenibilità.