A Roma, è stata presentata l'autobiografia di Novella Calligaris, intitolata "Pulce - La mia vita tra le onde". L'evento ha segnato un momento importante per l'ex nuotatrice, la prima atleta italiana a conquistare medaglie olimpiche nel nuoto, con ben tre podi ai Giochi di Monaco 1972. Attraverso le pagine del suo libro, Calligaris offre un bilancio intimo e profondo della sua straordinaria carriera sportiva e delle vicende personali che ne hanno plasmato l'esistenza.
Il volume non si limita a celebrare il palmarès di una campionessa del mondo, detentrice di oltre settanta titoli italiani e autrice di un primato mondiale rimasto imbattuto per oltre trent’anni.
Al centro del racconto vi è piuttosto il percorso di una ragazza che, con la stessa inesauribile energia dimostrata in acqua, è diventata donna. Durante la presentazione, Calligaris ha riassunto il messaggio chiave della sua opera: "non ho rimpianti, ho sempre fatto quello che ho voluto, nel bene e nel male", sottolineando una vita vissuta con piena consapevolezza e libertà di scelta.
Un bilancio di vita senza rimpianti: tra affetti e resilienza
Nel suo toccante racconto, l'ex azzurra evidenzia come i suoi successi non siano mai stati disgiunti dalla solida rete affettiva che l'ha sempre sostenuta. "Non mi è stato regalato nulla se non il talento in uno sport, una famiglia alle spalle e tanti amici con cui condividere tutto", ha affermato, indicando nel talento, nei legami familiari e nell'amicizia i pilastri fondamentali di una storia ricca di trionfi ma anche segnata da momenti di grande difficoltà.
Tra questi, ha ricordato con commozione la scomparsa del fratello, un passaggio doloroso che ha profondamente inciso sulla sua vita.
Il messaggio preponderante che emerge dall'autobiografia è quello della resilienza, espresso con una metafora potente che richiama l'ambiente acquatico e il gesto del nuoto: "quando tocchi il fondo devi darti la spinta per risalire e tornare a galla". Con queste parole, Calligaris esprime la sua piena soddisfazione e la serenità raggiunta: "Io sono soddisfatta, non sempre si è capiti ma questo fa parte della vita. Ho dato tutta me stessa in quello che ho fatto, sono in pace". Una dichiarazione che suggella il bilancio di una carriera e di una biografia vissute con totale dedizione, senza mai sottrarsi alle sfide e ai momenti di fatica.
Il soprannome "Pulce" e le relazioni che hanno segnato la vita
L'autobiografia chiarisce anche l'origine del suo particolare titolo: "Pulce" era il soprannome affettuoso che le era stato dato in famiglia, un nomignolo che ben si addiceva alla sua statura minuta e alla sua vivacità. Il libro, edito da La Nave di Teseo e arricchito dalla prefazione di Sandro Veronesi, approfondisce aspetti cruciali della sua esistenza, tra cui il fortissimo rapporto con il fratello Mauro. Viene inoltre esplorato il legame, seppur severo ma indubbiamente fondamentale, con il suo storico allenatore, Bubi Dennerlein, figura chiave nel suo percorso sportivo e umano.