Il ritorno di Kawhi Leonard ai Toronto Raptors ridefinisce gli equilibri nella Eastern Conference, proiettando la franchigia canadese tra le candidate. Lo scambio, formalizzato il 14 settembre 2026 dopo un'indagine NBA sui Clippers per presunto aggiramento del salary cap, ha visto questi ultimi ricevere Brandon Ingram, Gradey Dick, due prime scelte, uno scambio di prima scelta e due seconde scelte, cedendo l'ala All-NBA.

I Raptors si posizionano al secondo posto nell'Est (46-36), dietro ai New York Knicks (53-29). Seguono Philadelphia 76ers (45-37), Boston Celtics (56-26), Indiana Pacers (19-63), Cleveland Cavaliers (52-30), Detroit Pistons (60-22), Atlanta Hawks (46-36), Miami Heat (43-39), Orlando Magic (45-37), Charlotte Hornets (44-38), Washington Wizards (17-65), Brooklyn Nets (20-62), Chicago Bulls (31-51), Milwaukee Bucks (32-50).

Leonard: impatto e profondità dei Raptors

L'ascesa di Toronto è tecnica: i Raptors vantano taglia fisica, difensori e soluzioni tattiche. Con Kawhi Leonard, la squadra ha un creatore d'élite a metà campo, versatile in attacco, capace di gestire il ritmo e colpire dalla media distanza. Toronto domina in difesa e varia le opzioni offensive, alternando le accelerazioni di Scottie Barnes alle sue capacità.

La profondità del roster è un punto di forza, con Jamal Shead, Collin Murray-Boyles, Jamison Battle, Alijah Martin, Allen Graves (istinto difensivo) e Jaden Bradley. Permangono però dubbi sulla salute di Leonard, non più giovanissimo, e di Immanuel Quickley, con frequenti problemi fisici.

New York leader, Est competitivo

Nonostante il rafforzamento di Toronto, i New York Knicks restano il riferimento nell'Est. La Conference si conferma profonda e competitiva, con molte squadre candidate a un percorso playoff significativo.