Gael Monfils ha concluso la sua straordinaria carriera nei tornei del Grande Slam giovedì sera a Queens, salutato con un caloroso tributo dal pubblico di New York dopo la sconfitta contro Learner Tien allo US Open. Sul celebre Louis Armstrong Stadium, il tennista francese è stato battuto con il punteggio di 6-3, 6-4, 6-3, ma la serata si è trasformata in un vero e proprio omaggio: Monfils è stato celebrato con un video commemorativo e accompagnato da un’ovazione scrosciante mentre lasciava il campo, un addio carico di emozione e riconoscenza.

Il suo congedo dai major arriva con numeri che ne fissano un posto di rilievo nella storia del tennis francese dell’Era Open.

Monfils vanta infatti 131 vittorie complessive nei tornei del Grande Slam e ben 34 successi allo US Open, entrambi riconosciuti come primati nazionali per un tennista francese. Il campione ha annunciato che terminerà ufficialmente la sua carriera agonistica a fine stagione, al Paris Rolex Masters di Bercy, lasciando il circuito con l’immagine indelebile di uno dei più grandi showman e atleti naturali del tennis moderno, una figura che ha saputo portare divertimento, energia e un affetto contagioso sul campo.

L'autenticità di un percorso unico

Interrogato su come desidererebbe essere ricordato, Monfils ha rifiutato categoricamente l’idea di una definizione imposta. Con la sua consueta schiettezza, ha dichiarato: “Honestly, I don’t know.

The way they want, to be honest. The way they want”. Ha poi approfondito il senso profondo del suo lungo percorso nel tennis professionistico, sottolineando la sua autenticità: “I’m just me, Gael Monfils. I think I have been the same since I came on tour with a lot of joy, and then I feel like you don’t have to tell anyone how they want to remember you”. Una dichiarazione che riflette la sua indole genuina e la sua coerenza nel corso degli anni.

Il francese ha dimostrato di accettare con serenità la pluralità dei giudizi sul suo modo di stare in campo e di interagire con il pubblico. “I think some people might like me, some not. Some people think I’m fun, some not. Some people think that I entertain them, some maybe not.

So I’m all right with everything, to be honest”, ha affermato, evidenziando la sua apertura e trasparenza. Tuttavia, ha aggiunto che il punto più importante e significativo per lui rimane un aspetto prettamente privato: “I’m just happy that I know the most important thing for me is how my family lived all these years and how they will remember this unbelievable ride”. E ha ribadito con forza: “That was the most important thing for me”, ponendo la famiglia al centro del suo ricordo più prezioso.

La sfida finale sul Louis Armstrong Stadium

L’incontro che ha segnato l’ultima apparizione di Monfils in un Grande Slam lo ha visto affrontare Learner Tien, indicato come testa di serie numero 14 del torneo.

Tien si è dimostrato un avversario particolarmente solido e paziente, capace di logorare fisicamente Monfils con scambi prolungati e continui spostamenti da fondo campo, mettendo alla prova la resistenza del quarantenne francese. Dopo la partita, Monfils ha espresso il suo apprezzamento per l’atmosfera vissuta, definendola “unbelievable atmosphere”, e ha riconosciuto la grande difficoltà dell’incontro. Nonostante la sconfitta, il suo commiato è stato un momento di grande sportività e affetto reciproco con il pubblico di New York.