I Seattle Mariners stanno sprecando una delle ultime occasioni per rientrare nella corsa ai playoff del 2026. A fine agosto, con un record di 64-74 e a cinque partite e mezza dalla postseason dell’American League, le speranze erano ancora vive grazie a due serie vinte e un calendario di settembre favorevole.

Il crollo contro gli Athletics

Dopo aver vinto due gare su tre contro i Red Sox, i Mariners si preparavano a un calendario teoricamente favorevole: 17 delle ultime 22 partite contro le tre squadre peggiori della MLB (Athletics, Los Angeles Angels e Colorado Rockies).

Seattle ha sprecato un vantaggio di 3-1 giovedì e ha perso nuovamente venerdì, pur segnando cinque punti. Questo doppio insuccesso ha fatto precipitare il bilancio a 66-76, dieci gare sotto il .500 e sei partite dietro l’ultima Wild Card.

Il pitching: da punto di forza a tallone d'Achille

Il problema principale non è stato l’attacco, che ha segnato quattro e sei punti nelle due gare, una produzione sufficiente. Il vero tallone d'Achille si è rivelato il pitching, il settore che doveva essere il pilastro della squadra. Le prestazioni sul monte sono state deludenti: Kade Anderson ha concesso quattro punti e Logan Gilbert sette (con quattro fuoricampo) contro gli Athletics, una squadra priva di numerosi giocatori chiave.

Le statistiche confermano un crollo preoccupante: dal primo agosto, il pitching dei Mariners è ultimo nelle Major League per ERA (5.88) e fWAR (-0.5). Sebbene Bryan Woo (2.89 ERA) sia un'eccezione, la situazione alle sue spalle è critica, con altri lanciatori con medie elevate. Il settore, atteso punto di forza, è diventato il suo limite maggiore.

Una rimonta playoff sempre più ardua

Con il record attuale e la distanza accumulata, la strada per la terza Wild Card si fa estremamente ripida. I Cleveland Guardians (72-70) vantano una probabilità del 55.1% di accedere ai playoff.