Ben Shelton ha conquistato la sua prima finale del Grande Slam, superando il connazionale Frances Tiafoe nella semifinale dello US Open, disputata venerdì sera all’Arthur Ashe Stadium. Il giovane tennista statunitense, di 23 anni, si è imposto in rimonta con il punteggio di 4-6, 6-3, 6-3, 7-5 dopo un’intensa battaglia durata tre ore e sedici minuti, guadagnandosi così la sfida decisiva contro il tedesco Alexander Zverev.

Questo storico successo proietta Shelton verso un traguardo di eccezionale valore per il tennis americano. Domenica, infatti, proverà a diventare il primo uomo degli Stati Uniti a vincere un major dai tempi di Andy Roddick nel lontano 2003.

La sua straordinaria corsa assume anche un ulteriore e significativo rilievo storico: è il primo uomo afroamericano a raggiungere la finale dello US Open dai tempi della leggenda Arthur Ashe nel 1972, caricandosi sulle spalle il peso della storia del tennis statunitense.

La Rimonta Decisiva e la Crescita di Maturità

La partita ha visto Tiafoe prendere il comando nel primo set, un vantaggio che aveva già ottenuto in altre due semifinali dello US Open nella sua carriera, senza però riuscire a completare l'opera. Shelton, tuttavia, ha dimostrato una notevole capacità di reazione. Dopo aver perso il parziale iniziale, ha pareggiato i conti nel secondo set, ha preso saldamente il controllo del terzo e ha sigillato la vittoria nel quarto set con un 7-5 finale.

Durante l'incontro, Shelton ha sfoderato un servizio potente e preciso, mettendo a segno ben 20 ace. Ha inoltre realizzato 47 colpi vincenti e ha saputo convertire cinque cruciali palle break, mantenendo una lucidità esemplare nei momenti più caldi e decisivi del match. Questa prestazione ha evidenziato una netta crescita rispetto alle sue precedenti apparizioni in tornei importanti.

Al termine della sfida, Shelton ha espresso parole di grande rispetto e affetto per il suo avversario e connazionale. "He’s like a big brother", ha dichiarato, sottolineando il legame speciale. Ha poi aggiunto: "To be honest, every time that we get to take this court together, Arthur Ashe, and play each other, it’s super special.

But this is where we want to be, at the tail end of this tournament". E ancora, con emozione: "This is both of our favorite tournament in the world, our favorite court in the world, and to be able to light it up in front of you guys is the best feeling that there is".

Concentrazione e Pressione sull'Arthur Ashe Stadium

Riflettendo sulla semifinale persa allo US Open nel 2023, Shelton ha evidenziato la sua evoluzione personale e professionale. "I think I’ve grown up. I’m more mature, more focused. I know what my goal is. I know what my job is out here, and I’m 100 percent committed to those goals", ha spiegato, indicando una maggiore consapevolezza e determinazione. Ha anche commentato la complessità di giocare in un ambiente così imponente: "It’s not easy playing here on Arthur Ashe".

La pressione di un palcoscenico così prestigioso è stata un tema centrale nelle sue dichiarazioni. "You’re playing in front of all your favorite athletes and movie stars, so to be able to keep your head down and focus for over three hours is not an easy task", ha ammesso, riconoscendo la difficoltà di mantenere la concentrazione. Ha concluso con una battuta più leggera, notando la presenza di una celebrità: "Oh, shoot, Jalen Brunson’s here".

Domenica, Ben Shelton affronterà Alexander Zverev nella finale che potrebbe consacrarlo come il nuovo campione dello US Open, ponendo fine a un'attesa lunga oltre due decenni per il tennis maschile statunitense. Il giovane talento americano è pronto a scrivere una nuova pagina di storia, con l'obiettivo di riportare il titolo major negli Stati Uniti.