La recente decisione di Adam Silver sul caso che ha coinvolto i LA Clippers e Kawhi Leonard segna un punto di svolta nella percezione del commissioner NBA. Non più solo il dirigente diplomatico, Silver si è dimostrato un capo lega disposto a impiegare misure drastiche quando l'integrità del salary cap è in discussione. La vicenda, incentrata su violazioni legate a opportunità di reddito extra-campo per Leonard, si è conclusa con una sanzione considerata tra le più severe nella storia recente della lega, includendo la perdita di cinque prime scelte, una multa da 30 milioni di dollari e sospensioni per i vertici della franchigia.

Il provvedimento si basa su un'indagine indipendente, condotta da Wachtell, Lipton, Rosen & Katz, che ha rilevato un "pattern of misconduct and multiple significant rules violations by the Clippers organization". Silver ha imposto alla franchigia la perdita di cinque scelte al primo giro, una multa di 30 milioni di dollari e ha sospeso per un anno Steve Ballmer e Gillian Zucker. Lawrence Frank è stato invece fermato per sei mesi. Questa decisione è interpretata come un chiaro segnale a tutte le squadre e ai giocatori: il sistema salariale non può essere aggirato senza subire gravi conseguenze.

Il nuovo volto di Silver e il confronto con David Stern

Il risvolto politico di questa vicenda è il parallelo con David Stern, predecessore di Silver, una figura ricordata per la sua autorità decisamente più intransigente.

Henry Abbott lo aveva descritto come "exceptional" e "ruthless", mentre Ian O’Connor scrisse che Stern "didn't need to be liked himself. Respected? Yes. Admired? You bet. Feared? Absolutely. But liked was always optional." Silver, al contrario, è stato spesso associato a un profilo più orientato alla negoziazione; Tim Alberta lo aveva definito "warm and dignified, a people-pleaser who thinks in terms of negotiations and partners, not arguments and adversaries". Proprio per questo, la severità della sanzione inflitta ai Clippers rappresenta una netta rottura rispetto all'immagine abituale del commissioner.

L'interpretazione prevalente è che Silver abbia optato per la via del massimo impatto tra gli strumenti a sua disposizione, come previsto dal contratto collettivo.

Questa fermezza è collegata anche ad altri temi critici per la lega, quali il tanking, la draft lottery, il secondo apron e gli scandali legati al gioco d’azzardo. In precedenza, il commissioner aveva già espresso preoccupazione, dichiarando che il tanking era diventato "worse this year than we've seen in recent memory" e che avrebbe valutato "every possible remedy". Un ex dirigente ha inoltre riportato un senso di sollievo tra gli addetti ai lavori, suggerendo che la decisione sia stata ben accolta.