Max Verstappen ha chiarito a Monza, in occasione del Gran Premio d’Italia, le significative difficoltà affrontate dalla Red Bull nel confronto diretto con le vetture motorizzate Mercedes. Nonostante abbia tagliato il traguardo al terzo posto, al termine di accesi duelli con Kimi Antonelli e George Russell, il pilota olandese ha individuato nei rettilinei il punto più critico della sua gara. Il marcato deficit di deployment ha infatti reso estremamente complicato difendere la posizione, facendogli provare la sensazione di essere, a tratti, “come una tartaruga”.
Il quadro tecnico delineato da Verstappen è apparso inequivocabile. Sebbene la power unit Red Bull sia stata riconosciuta dalla FIA come quella dotata del motore a combustione interna più potente, il problema persistente, a detta del pilota, risiede nell’erogazione elettrica rispetto ai principali rivali. Su un tracciato come Monza, dove la velocità di punta assume un’importanza cruciale, questa differenza prestazionale è emersa con evidenza nei momenti in cui era necessario resistere agli attacchi avversari o tentare di mantenere la posizione conquistata.
Le sfide in pista: frenata efficace, difesa complessa
Interrogato sul suo livello di divertimento durante i duelli in pista, Verstappen ha risposto con schiettezza: “A essere onesti, non molto quando la gente ti passa accanto come se fossi una tartaruga!”.
Ha tuttavia sottolineato di aver cercato di reagire sfruttando un punto di forza della sua vettura: l’efficacia in frenata. “La macchina è buona sui freni, quindi questo aiuta, dà buona fiducia per attaccare le staccate. E due volte al via sono riuscito a farlo in curva 2 e 4”, ha spiegato, evidenziando la sua capacità di recuperare terreno nelle zone miste.
Il pilota ha descritto la situazione come un mix di stimolo e frustrazione. “È piacevole, ma allo stesso tempo frustrante. Però provo solo a massimizzare tutto quello che posso”, ha affermato. Il limite principale, secondo la sua analisi dettagliata, è rimasto il confronto con l’overtake mode delle vetture Mercedes. “Penso fosse abbastanza chiaro durante la gara che non riusciamo a tenere il passo con il deployment delle macchine motorizzate Mercedes, e naturalmente questo è molto duro su una pista come Monza”, ha ribadito, sottolineando la disparità tecnologica.
Il nodo tecnico del deployment persiste
Verstappen ha ulteriormente spiegato che, pur con l’overtake mode attivato, la situazione sembrava promettente, ma “appena sono andato in testa, era molto difficile difendersi”. Anche dopo la fase di Virtual Safety Car, che gli ha permesso un pit stop e l’adozione di pneumatici più performanti, ha raccontato di aver continuato a faticare contro la superiorità dei rivali. “Sto superando macchine, ma appena possono restare in quell’overtake mode, è troppo potente per noi per difenderci davvero, anche con gomme migliori. Quindi mi ci è”