Nella prima settimana del college football, i Colorado Buffaloes hanno inaugurato la stagione con una vittoria in trasferta contro Georgia Tech. La partita, disputata giovedì sera, è stata caratterizzata da momenti di caos e un gioco a tratti poco pulito. Per Deion Sanders, giunto alla sua quarta stagione alla guida dei Buffaloes a Boulder, questo successo rappresenta anche una rivincita dopo la sconfitta subita contro gli Yellow Jackets nell’esordio dell’anno precedente. Tuttavia, nonostante l’esito positivo, la prestazione non è ancora sufficiente per posizionare Colorado tra le squadre di vertice della Big 12 o tra le candidate al prestigioso College Football Playoff.

Il dominio sulle linee di scrimmage

Il dato più incoraggiante emerso dalla gara è stato il controllo della linea di scrimmage, un aspetto che in passato è stato spesso indicato come un limite per le squadre di Sanders. Lo stesso tecnico ha voluto sottolinearlo con enfasi nel post-partita, dichiarando: “Abbiamo corso per 183 yard, mio Dio. Loro hanno corso per 51. Pensavo fossimo piccoli?”. Sanders ha inoltre aggiunto, riferendosi al pubblico presente: “Penso che questo sia il primo tutto esaurito che hanno avuto da quanto tempo?... Penso che abbiamo avuto un piccolo ruolo in questo”. La vittoria di Colorado è stata costruita principalmente attraverso un solido gioco di corsa: ben tre running back hanno superato le dieci portate e le quaranta yard ciascuno, portando l’attacco a sfiorare le duecento yard complessive su corsa.

La crescita necessaria di Lewis e dell’attacco aereo

Il piano di gioco preparato dal coordinatore offensivo Brennan Marion ha mostrato segnali concreti, in particolare per quanto riguarda la linea offensiva. Marion aveva riassunto la mentalità richiesta ai suoi uomini con una frase emblematica: “Se non stai cercando di prendere un altro uomo contro la sua volontà e prendere la sua anima, semplicemente non puoi giocare in questa linea offensiva”. Nonostante questi progressi, il quadro complessivo dell’attacco non è ancora completo. Il quarterback Julian Lewis, ex prospetto a cinque stelle e redshirt freshman, deve ancora maturare e acquisire maggiore esperienza nel suo ruolo. Il gioco aereo, infatti, ha mostrato una preoccupante mancanza di continuità: i ricevitori hanno lasciato cadere palloni che avrebbero potuto essere gestiti, e Lewis ha mancato lanci alla sua portata.

Se il piano partita si è dimostrato adeguato, l’esecuzione è stata meno convincente.

Difesa promettente, ma con riserve

Anche la difesa ha superato un test importante, dimostrando solidità in particolare contro un running back di valore come Justice Haynes, e non ha concesso alcun touchdown offensivo agli avversari. Tuttavia, il punto cruciale da verificare nelle prossime settimane sarà la sua continuità. Georgia Tech è riuscita comunque a muovere il pallone tra le venti yard del campo, pur senza riuscire a concretizzare le proprie azioni nella end zone. Saranno necessarie altre partite, e soprattutto l’incontro con avversari dotati di quarterback più esperti di Alberto Mendoza, per comprendere appieno la reale tenuta difensiva e la solidità complessiva della squadra.