Carlos Alcaraz ha chiesto un intervento sul calendario delle sessioni serali negli Slam. A Londra, lo spagnolo ha riaperto il dibattito sulle partite che finiscono a notte fonda. La sua posizione segue il quarto di finale agli US Open contro Ben Shelton, terminato alle 03:33, la più tardiva.

Per Alcaraz, rientrato dopo cinque mesi di stop per infortunio, la questione va oltre lo spettacolo. Ha affermato che la situazione è "troppo" e che "devono fare qualcosa", sottolineando che anche finire a mezzanotte è "troppo tardi". Questo limite è eccessivo per gli atleti.

Recupero atletico e regolarità competitiva

Alcaraz ha spiegato l’impatto di orari così avanzati sul recupero. Un atleta che finisce alle 3:30 non va a letto prima delle 6:30 o 7, svantaggiando il recupero per la partita successiva. La sua critica mira alla regolarità competitiva: chi vince una partita estenuante paga un prezzo che incide nel turno seguente.

Lo spagnolo ha anche legato il problema alla fruizione del tennis. Molti non possono seguire partite tardive per impegni. Un inizio tra le 19 e le 20, con conclusione massima alle 23, avrebbe riempito lo stadio e attratto più pubblico. L'incontro Alcaraz-Shelton è stato il terzo in cinque anni a battere il record di partita più tardiva allo US Open.

Nella stessa edizione, Kenin e Williams hanno iniziato un match alle 00:13, primato.

Il dibattito sugli orari nei grandi tornei

Ben Shelton ha poi battuto Frances Tiafoe, raggiungendo la sua prima finale Slam, prima di perdere contro Alexander Zverev. La questione degli orari, con implicazioni su atleti e spettatori, è un tema centrale per i maggiori eventi tennistici.