Mirra Andreeva ha brillantemente raggiunto gli ottavi di finale del prestigioso China Open a Pechino, superando l'ostacolo di Polina Kudermetova con un netto 6-4, 6-1. Questa vittoria sul campo ha però aperto uno spiraglio su un aspetto più personale e meno visibile della vita della giovane campionessa del Roland Garros. La diciannovenne ha infatti rivelato il peso emotivo di una stagione agonistica estremamente intensa: nell'ultimo anno, ha trascorso un periodo irrisorio, appena una settimana, nella sua città natale, nonostante la relativa vicinanza geografica che la separa ora dalla sua famiglia.

La distanza emotiva di una casa "vicina"

Andreeva ha confessato apertamente che il finale di stagione si fa sentire in modo particolare sul piano emotivo. "Onestamente per me è un po’ più difficile giocare alla fine della stagione perché la mia città natale è a sole tre ore di volo diretto. La mia famiglia è lì. Mi chiamano, scherzano: 'Non sei lontana'", ha spiegato la tennista, evidenziando la complessità di questa situazione. Questa vicinanza apparente, infatti, rende la distanza ancora più palpabile: "Questo rende le cose un po’ più difficili, perché so che sono lontana ma allo stesso tempo non sono lontana da casa". Interrogata su quando avesse visitato per l'ultima volta la sua abitazione, la sua risposta ha dipinto un quadro chiaro del ritmo incalzante del circuito professionistico: "Sono stata a casa un anno fa per una settimana per vedere i miei nonni e poi sono ripartita".

Il 2026 si è affermato come l'anno più significativo e di successo della sua giovane carriera, culminato con la conquista del prestigioso titolo al Roland Garros. Qui, Andreeva è entrata negli annali come la più giovane campionessa del singolare femminile dai tempi di Monica Seles nel lontano 1992, un traguardo che sottolinea la sua rapida ascesa. Un calendario fittissimo l'ha vista impegnata in ben 19 tornei, distribuiti strategicamente su quattro continenti, disputando un impressionante totale di 64 partite.

Gli scacchi: un rifugio strategico e mentale in viaggio

Per gestire i lunghi periodi trascorsi lontano dalla sua casa e dagli affetti familiari, Mirra Andreeva ha riscoperto e coltivato con rinnovato interesse la passione per gli scacchi.

Aveva imparato le basi del gioco da bambina, ma i crescenti impegni legati al tennis professionistico, agli allenamenti costanti e agli studi avevano relegato questo hobby in secondo piano. La scintilla per gli scacchi si è riaccesa in modo inaspettato durante il Roland Garros, quando ha notato il suo preparatore atletico dedicarsi a partite online prima degli incontri. Da quel momento, Andreeva ha ricominciato a praticare assiduamente. "A oggi gioco tutti i giorni su Duolingo", ha rivelato, specificando di utilizzare l'applicazione per affinare tattiche e strategie di mosse. Per le sfide contro avversari sconosciuti, si affida a un'altra piattaforma online, mantenendo però uno stretto e divertito riserbo sulla sua identità.

"Il mio nickname è molto diverso. Non indovinereste mai qual è. Se ve lo dicessi, mi imbarazzerei se lo sapeste: resterà un segreto", ha affermato con un tocco di mistero. Il legame tra la disciplina degli scacchi e il suo stile di gioco nel tennis è, a suo dire, del tutto naturale e intrinseco: la capacità di lettura dell’avversaria, l'anticipo delle sue intenzioni, la costruzione strategica del punto e le scelte tattiche sono elementi fondamentali che ritrova e applica con successo in entrambe le sfere competitive.

Il percorso di Andreeva nel torneo di Pechino

Nel contesto del China Open, il cammino di Mirra Andreeva prosegue con determinazione. La sua prossima avversaria negli ottavi di finale sarà Daria Snigur, un incontro che promette nuove sfide.

La stessa Andreeva ha sintetizzato con semplicità la sua rinnovata dedizione agli scacchi, un interesse che le offre un prezioso equilibrio mentale e un modo per ricaricarsi durante le incessanti sfide del circuito professionistico: "Volevo soltanto ricordare, volevo imparare di nuovo".