Ipotizziamo che il proprio genitore (madre e/o padre) negli anni antecedenti la morte non abbia pagato il Bollo auto (tassa automobilistica). Cosa accade dopo la loro dipartita? Può la stessa Regione emettere un atto di accertamento, oppure Equitalia o altro agente della riscossione possono agire esecutivamente per la riscossione del tributo?

Assolutamente si! Gli eredi, infatti, come per qualsiasi bene da ereditare, subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi del defunto: solo in un caso possono non esserne coinvolti, rinunciando cioè all'eredità. Pertanto, senza espressa rinuncia all'eredità, gli eredi dovranno corrispondere alla Regione o, se è intervenuto già un agente della riscossione come Equitalia, a quest'ultimo, gli importi relativi alla tassa automobilistica per tutte le annualità non pagate, con esclusione di quelle prescritte per cui sarà però necessario impugnare i relativi atti ricevuti (ad esempio la cartella di pagamento, l'ingiunzione di pagamento o l'atto di accertamento) eccependo la prescrizione con un ricorso in Commissione Tributaria.

Se il decesso dei genitori è avvenuto successivamente all'annualità non corrisposta – ad es. tassa per il periodo 2012, decesso nel 2013 – allora in tal caso gli eredi dovranno pagare soltanto la tassa con gli interessi ma non le sanzioni.

Se invece il decesso avviene precedentemente al periodo tributario, allora gli eredi saranno tenuti anche al pagamento delle sanzioni.

Per non pagare la tassa di possesso, gli eredi dovranno demolire l'autovettura (o altro mezzo) altrimenti devono fare il passaggio di proprietà ad uno di essi, ad un terzo o cointestarlo.