Era in piedi ormai da alcuni mesi il braccio di ferro Comuni-Governo per la questione legata alle aliquote Tasi, e adesso sembra che la controversia si sia risolta: in occasione dell’incontro che ha visto protagonisti il ministro Saccomanni, il sottosegretario Baretta, il presidente dell'Anci Fassino e il ministro Delrio, gli esponenti del governo hanno infatti riconosciuto la fondatezza delle argomentazioni addotte dai Comuni (rappresentati dal presidente dell’Anci Fassino) ed assicurato che il buco di 1 miliardo di euro derivante dal passaggio dall’#imu alla Tasi verrà colmato.



Come? Molto probabilmente dirottando il gettito dell’Imu sugli immobili di categoria D (capannoni industriali e alberghi) verso le casse comunali, ma ancora non si tratta di una certezza assoluta.

Via libera anche all’incremento delle aliquote Tasi prima e seconda casa: entro fine gennaio verrà infatti ratificato il provvedimento che consentirà di innalzare le aliquote fino allo 0,8 per mille in più, anche se il ‘surplus’ dovrà essere utilizzato dai Comuni per coprire le detrazioni.

Calcolo Imu 2014 e Tasi prima e seconda casa: vincono i Comuni, ecco quanto si pagherà

Il nodo del contendere stava tutto nelle aliquote Tasi, attualmente previste al 2,5 per mille sulle prime case e al 10,6 per mille sulle seconde; l’abisso rispetto alle aliquote della vecchia Imu (che sulle prime case poteva arrivare sino al 6 per mille) aveva messo in allarme in Comuni, con oltre 1 miliardo di euro in meno a mettere a repentaglio bilanci e quadratura dei conti.



Di innalzare le aliquote si parlava ormai da tempo, ma un incremento finalizzato al solo atto di coprire le detrazioni era ritenuto insufficiente da Anci e Comuni; ieri la svolta, con l’incontro risolutore. Sembra strano a dirsi, ma per una volta i contribuenti non sono usciti sconfitti dalla partita: chi potrà fruire delle detrazioni Tasi sulla prima casa pagherà pochissimo (in molti saranno addirittura esentati), mentre gli altri avranno comunque a che fare con importi ridotti rispetto alle previsioni che parlavano di una Maxi Tasi e dunque di un forte rincaro.



L’incontro ha tuttavia rappresentato l’occasione per trovare una falla nei conti del governo: l’esecutivo Letta per il 2013 aveva infatti contabilizzato un gettito Imu su capannoni e alberghi pari a 4,6 miliardi di euro, ma il gettito effettivamente incamerato si è in realtà fermato a 4. Mancano 600 milioni e i conti andranno dunque rifatti.



Finalmente una buona notizia dunque sul fronte tasse sulla casa 2014: tra meno di 48 ore scadrà il termine per versare la Mini-Imu 2013-2014 e saldare la maggiorazione Tares 2013, e anche se migliaia di contribuenti continuano ad affollare i centri Caf (nonostante il governo abbia fornito gli ultimi chiarimenti) bisognerà attendere meno di due giorni perché i due tributi diventino un ricordo.



A breve è previsto un nuovo incontro tra Anci e Governo per ufficializzare il dirottamento del gettito Imu sugli immobili di categoria D ai Comuni.