Gli italiani dalla padella alla brace? Sembrerebbe proprio di sì. La nuova Tasi introdotta dal nuovo Governo presieduto da Matteo Renzi rischia di diventare un balzello ancora più pesante rispetto all'ormai celebre imu di Mario Monti.



Nel testo del provvedimento, infatti, si concede la libertà ai sindaci di aumentare l'aliquota dell'imposta fino allo 0,8 per mille per finanziare gli sconti (ora il massimo previsto è il 2,5 per mille per la prima casa e il 10,6, Imu compresa, per la seconda casa).



In pratica, mentre prima il peso delle detrazioni della vecchia Imu incombeva sullo Stato, ora la Tasi prevede l'intera incombenza a carico dei cittadini: attraverso l'aumento dello 0,8 per mille, infatti, gli italiani finanzieranno le agevolazioni per i più fortunati.



Secondo le prime stime effettuate dalla Uil Servizi territoriali, la mancanza delle detrazioni nella nuova Tasi potrebbe comportare un aggravio per i residenti di alcune grandi città come Bologna, Milano e Genova: nel caso in cui, poi, i sindaci decidessero di aumentare l'aliquota per finanziare gli sconti, ecco che la Tasi diventerebbe, certamente, ancora più pesante rispetto alla vecchia Imu.



Facendo l'esempio di Milano, se con la vecchia tassa si venivano a pagare, in media, nel 2012, circa 290 euro, con la nuova Tasi con aliquota al 2,9 per mille, con detrazioni, si arriverebbe a sfondare addirittura il muro delle 300 euro. Insomma, secondo i primi calcoli, sono in arrivo ancora brutte notizie per il portafoglio degli italiani che speravano in un allentamento della pressione fiscale.