Le strisce blu, gli spazi odiati dagli automobilisti costretti a pagare per lasciare in sosta la propria autovettura, sono divenuti oggetto di aspra contesa tra i Comuni ed il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

Tutto è scaturito da una risposta ad una interrogazione parlamentare, presentata alla Camera dei Deputati il 13 marzo scorso, dagli onorevoli Mognato, Tullo, Crivellari, Berretta, Coppola e Catalano al Ministro Lupi.

I deputati, in sostanza, chiedevano un intervento governativo per porre fine all'ennesimo conflitto interpretativo di una norma. Ministero dell'Interno e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti , infatti, avevano espresso, tempo fa, pareri opposti in ordine alla sosta nei famigerati spazi delimitati dalle strisce blu oltre l'ora indicata dal ticket pagato ed esposto regolarmente sull'auto parcheggiata.

Il primo aveva ritenuto, con una nota del 26 agosto 2003, che tale comportamento rappresentava infrazione al codice stradale, mentre il Ministero dei Trasporti, con parere del 22 marzo 2010, aveva chiarito che la fattispecie non si configurava come violazione ma come inadempimento contrattuale.

In questo secondo caso, l'automobilista dovrebbe sborsare solo la differenza tra la somma da pagare e quella pagata, integrata da eventuali penalità stabilite dai regolamenti comunali.

Il 20 marzo scorso, il Sottosegretario Umberto Del Basso De Caro ha risposto all'interrogazione confermando la tesi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, precisando che il nuovo codice della strada ripartisce le competenze in materia di circolazione stradale, attribuendo al suo Ministero la regolamentazione e l'organizzazione della circolazione e della segnaletica e lasciando al Ministero dell'Interno il compito di coordinamento dei servizi di polizia stradale.

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Appare chiaro, quindi, che la materia oggetto della contesa è di esclusiva competenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il Sottosegretario ha anche chiarito che il Ministero dell'Interno, in seguito ad un riesame della propria posizione del 2003, ha poi condiviso il parere del Ministero dei Trasporti con una serie di note (300/666/10/103/12/2 del 18 gennaio 2010 - 300/A/11579/10/103/12/2 del 20 agosto 2010).

Lo stesso Ministero dell'Interno, anch'esso interessato all'interrogazione parlamentare,nel confermare quanto sopra, ha fatto sapere che il parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è stato condiviso anche dal Servizio della Polizia Stradale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza.

I cittadini applaudono per tale decisione, invece le associazioni dei Comuni e delle Polizie Locali insorgono e contestano le disposizioni ministeriali.