Nei prossimi due mesi, esattamente tra giugno e luglio, ci saranno 29 scadenze fiscali. Nel grande ingorgo fiscale cadranno sia i cittadini che le imprese. Lo stato stima un introito di oltre 75 miliardi. La maggior parte verranno versate dalle famiglie, circa 40 miliardi, i restanti 35 dalle aziende. Già ad ottobre dello scorso anno il presidente della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, aveva sollevato la stessa denuncia per fine anno. In quell'occasione però le cose per i contribuenti andarono un po' meglio, le scadenze erano soltanto 28. Allora come oggi il commento di Bortolussi è lo stesso. "Sfiancate dalla crisi e sempre più a corto di liquidità c'è il pericolo che molte famiglie e altrettante piccole imprese non riescano a superare questo vero e proprio stress test fiscale".

I dati sono frutto di uno studio della Cgia che si e' basato proprio sulla statistica del 2013. Ovviamente sono state prese in considerazione le novità normative introdotte nel 2014. La cifra stimata è data dagli introiti dell'anno scorso a cui sono state aggiunte le stime di Tasi ed Imu. L'importo comprende anche imposte meno rilevanti ai fini del gettito quali la rivalutazione dei beni di impresa e i diritti camerali mentre non è stato considerato l'introito dovuto ai contributi previdenziali.

Per quanto riguarda le scadenze invece c'è da monitorare bene le ordinanze comunali visto che per la Tari, la nuova tassa sull'asporto rifiuti, saranno i sindaci a decidere il numero e le scadenze delle rate. Per i più smemorati, almeno per ciò che riguarda il versamento degli importi a debito della dichiarazione dei redditi, il pagamento potrà essere effettuauo anche a luglio con un piccola mora dello 0,4%. Le altre scadenze rimarranno invariate rispetto all'anno precedente.

Un'ultima curiosità ci viene fornita dalla Banca mondiale che, attraverso una elaborazione dei dati in suo possesso, ha stabilto quanto in termini di tempo sia necessario per pagare le tasse in Italia: 33 giorni all'anno, l'equivalente di 269 ore lavorative. Nei paesi dell'Unione Europea, secondo questo studio, in una situazione peggiore della nostro Paese si troverebbe solo il Portogallo.

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