Il decreto che prevede un sovrapprezzo su diversi dispositivi dotati di memoria, quali Smartphone, tablet, computer, chiavette usb e altri, è stato approvato. Il ministro Franceschini ha, infatti, firmato il decreto dell'equo compenso, ossia il compenso di cui vengono privati gli autori per via delle copie private di canzoni, film e altre opere coperte da diritto d'autore, che comporterà l'aumento delle tariffe per l'acquisto dei suddetti dispositivi.

"Con questo intervento si garantisce il diritto degli autori e degli artisti alla giusta remunerazione delle loro attività creative, senza gravare sui consumatori" - afferma Franceschini che chiede di "non chiamarla tassa sugli smartphone".

Ma sarà davvero così?

La protesta di Altroconsumo

Una vera e propria tassa, "un meccanismo obsoleto e ingiusto", sostiene, invece, Altroconsumo, "i consumatori che acquistano musica e film legalmente da piattaforme online, pagano infatti già a monte i diritti d'autore per poterne fruire (e fare copie) su un certo numero di supporti: è dunque profondamente ingiusto che debbano pagare anche una tassa sui supporti, trovandosi così a pagare due volte" - questa la protesta e il motivo per cui ha ricorso al Tar del Lazio affinchè questo decreto venga annullato.

La tesi di Altroconsumo è avvalorata dai risultati di un'indagine, tra l'altro commissionata dal precedente ministro Bray, che dimostrano che solo il 13% degli italiani effettua copie private e di questi solo un terzo utilizza smartphone o tablet per l'archiviazione.

Altroconsumo chiede ai consumatori di supportare su facebook la causa "Basta con i regali alla SIAE" e di firmare la petizione sul proprio sito: oltre 23.000 cittadini hanno già sottoscritto.