Passata l'euforia degli 80 euro in busta paga si dovrà fare i conti con gli aumenti delle tasse per garantire allo stato la necessaria copertura finanziaria. Dopo la riforma del catasto che potrebbe comportare un incremento dell'Imu, viene approvato l'aumento della tassa sui dispositivi elettronici. Vediamo di cosa si tratta.

Equo compenso

Aggiornate al rialzo le tariffe per l'equo compenso su tablet, computer e Smartphone, ovvero la tassa prevista a partire dal 2009 a tutela del diritto d'autore. Si tratta della tassa che paga il consumatore che acquista un dispositivo elettronico, come compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi.

I prospettati aumenti richiesti dalla Siae sono dunque divenuti realtà. La tassa probabilmente contribuierà a gonfiare il prezzo di vendita e graverà su chiunque acquisti un telefono cellulare, un iPod, un pendrive o qualunque altro dispositivo elettronico che consenta la copia privata. Tutto questo ovviamente accadrà indipendentemente dall'uso effettivo che si farà dello strumento.

Le nuove tariffe

Con decreto ministeriale del ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, sono state aumentate le tariffa per il prossimo triennio del compenso per la riproduzione privata, previsto dalla legge sul diritto d'autore.

Le nuove tariffe comportano aumenti fino al 500%. Per fornire qualche esempio per un cd con 700 mega di spazio l'aumento sarà di 0.1 centesimi, su un dvd da 4,7 giga di 0.20 centesimi.

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I maggiormente colpiti sono smarthphone e tablet; se prima si parlava di 0.9 ora si parla di 4 euro. Anche se il decreto non prevede un incremento automatico dei prezzi di vendita, poichè trattasi di un importo dovuto dal produttore, è difficile non pensare che l'incremento non si rifletta sulla spesa del consumatore.

Secondo il ministro e vari esponenti del mondo della cultura è stata data applicazione ad una norma vigente in quanto è dal 2012 che le tabelle sull'equo compenso attendevano di essere aggiornate.

Riforma del catasto

La stangata per il contribuente arriva anche con la rivisitazione dei valori catastali fermi dal 1989 e 2 o 3 volte mediamente più bassi rispetto ai valori di mercato.

Questo potrebbe avere un forte impatto sulla tassazione sulla casa ma le conseguenze della manovra dipenderanno comunque molto dai sindaci dei vari comuni e da come intenderanno rimodulare le aliquote e le agevolazioni fiscali.