Nell'ipotesi in cui il vostro Comune non abbia ancora deliberato in tempo neppure per la scadenza di ottobre, non cambierà quasi nulla, in quanto la scadenza per il versamento sarà il 16 dicembre, da versare in un'unica rata e il contribuente pagherà la TASI in base ad un'aliquota standard 0,1%, ma l'aliquota verrà applicata solo al Comune che non avrà deliberato. Insomma, la questione TASI anche per questo anno resta ingarbugliata anche per il fatto che i Comuni dovranno stare attenti a non superare il tetto di IMU e TASI dell'1,06% (che era l'aliquota massima dell'IMU 2013 e che è stata fissata dallo Stato come soglia massima).
Pagheremo di più con la TASI 2014 o con l' IMU 2012? La domanda che ogni contribuente al momento si sta facendo, però, sembra essere questa, "Pagheremo di più con la TASI 2014 o con l' IMU 2012?". La risposta è complessa e sembra anche non essere certa, spieghiamo perché. In base ai calcoli fatti dalla Cgia di Mestre, in due comuni capoluogo su tre la TASI sarà meno cara dell'IMU, mentre secondo i dati estrapolati dalla UIL (Servizio politiche territoriali), invece, per 7 famiglie su 10 ci sarà un rincaro. Quindi chi ha ragione? Perché i calcoli sono diversi? La risposta sta nel complicato meccanismo di calcolo delle aliquote e detrazioni, talmente variegato da comune a comune da rendere difficile fare delle comparazioni. La "vecchia"IMU prevedeva un'aliquota di partenza dello 0,4%, che era più alta dello 0,1% standard della TASI. Ma ad oggi la norma 2014 prevede che le aliquote possano salire fino allo 0,25%. Mentre nel 2012 per l'IMU sulla prima casa i Comuni potevano alzare le aliquote fino allo 0,6, quest'anno potrebbe capitare che i comuni che non avevano applicato l'aliquota massima possano portare l'aliquota allo 0,25%, con la possibilità di una maggiorazione dello 0,08.