L'acconto, o prima rata, della Tasi 2014, in scadenza il 16 ottobre, pone ancora dubbi su chi debba pagare l'imposta quando l'immobile è in affitto. A pagare è l'inquilino o il proprietario? E in che misura? I Comuni che ancora non hanno versato l'acconto della Tasi sono molti (5227) e tra essi compaiono grandi città come Roma e Milano, è comprensibile, quindi, come il numero dei contribuenti chiamati a pagare entro la prossima settimana sia così elevato.

I calcoli e i moduli da compilare stanno impegnando commercialisti e Caf oltre che a far impazzire i contribuenti stessi che non riescono a ben comprendere quanto devono pagare e perchè.

Tasi Inquilini: chi paga quando si è in affitto?

Quando l'immobile per cui si è chiamati a versare l'imposta è locato, non sempre l'inquilino è chiamato alla partecipazione al pagamento. Vediamo in quali casi a pagare è chi è in affitto e in che misura.

L'inquilino è tenuto a pagare parte dell'imposta Tasi 2014 quando specificato nelle delibere comunali, se in esse non è specificato l'imposta è dovuta interamente dal proprietario dell'immobile. A fare la differenza sono quindi le delibere e le decisioni dei singoli comuni, La percentuale spettante all'inquilino varia, sempre in base alle decisioni dei Comuni, dal 10 al 30%. Nel Comune di Milano, ad esempio gli inquilini pagano il 10% della tassa, in quello di Perugia il 20%, L'Aquila penalizza gli affittuari facendo pagare loro il 30%, ma ci sono anche Comuni, come Lucca, dove la tassa è interamente a carico del proprietario.

Per sapere se spetta una percentuale anche all'inquilino, quindi, bisogna consultare le delibere comunali, dove sono riportate tra l'altro, anche le aliquote contributive.

In quali casi non si paga?

Si ricorda che il pagamento da parte degli inquilini è dovuto solo se l'immobile è affittato da più di sei mesi, in caso contrario il pagamento spetta interamente al proprietario. Inoltre se l'importo dovuto è minore della cifra di 12 euro.

la disciplina fiscale, infatti, dice che se il totale da versare, tra acconto e saldo non supera tale somma l'obbligo tributario è cancellato. Si ricorda però che i Comuni, nei propri regolamenti interni, posso spostare tale limite, quindi è sempre bene informarsi presso le istituzioni prima di decidere di non pagare.

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