La successione è lo strumento che consente di trasmettere agli eredi del defunto quanto da quest'ultimo posseduto in vita. La dichiarazione di successione è un adempimento di carattere fiscale con il quale si comunica all'Agenzia delle Entrate il subentro degli eredi nel patrimonio del defunto ai fini del calcolo delle imposte dovute. Con il D.lgs delle semplificazioni fiscali è stata resa effettiva una delle novità più attese della quale si discuteva da tempo: vengono approvati definitivamente i nuovi limiti di esonero per le dichiarazioni di successione. Si tratta di una misura che era stata introdotta con un disegno di legge del Senato ora ripresa nel nuovo testo approvato dal consiglio dei ministri.

Fino ad oggi il valore dell'asse ereditario entro il quale non era obbligatoria la dichiarazione di successione era di 25.823 euro; con le nuove disposizioni il limite viene elevato a 100.000 euro.

In che cosa consiste l'esenzione

Se l'eredità non supera il valore di 100.000 euro non si dovrà presentare la denuncia di successione, qualora sussistano le seguenti condizioni:

  • l'eredità deve essere devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta;
  • l'eredità non deve essere costituita da beni immobili o diritti reali immobiliari.

Non sarà più obbligatorio, in caso di sopravvenienze ereditarie, presentare la dichiarazione di successione sostitutiva o integrativa, sempre che la sopravvenienza sia dovuta ad erogazione di rimborsi fiscali.

Soggetti obbligati

Sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione:

  • gli eredi;
  • i legatari che subentrano nei diritti su un singolo bene senza partecipare all'intera eredità;
  • i curatori, nell'ipotesi di eredità giacenti;
  • altri esecutori testamentari;
  • i trust.

La dichiarazione dovrà essere presentata entro 12 mesi dal decesso della persona presso l'Agenzia delle Entrate nella cui circoscrizione il defunto aveva fissato la propria residenza.

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Sanzioni

Nel caso di omessa dichiarazione, nelle ipotesi in cui non c'è l'imposta fiscale, si applica una sanzione da 258 euro a 1.032 euro oppure variabile dal 120% al 240% dell'imposta qualora l'imposta fiscale sia prevista. #Governo