Anche quest'anno i contribuenti dovranno affidarsi ad un Caf o ad un intermediario autorizzato per il pagamento della prima rata della Tasi. Infatti anche per l'acconto del 2015, in scadenza il prossimo 16 giugno, nonostante ciò che si pensava e si diceva, i comuni non si sono attrezzati per l'invio dei bollettini precompilati a casa dei cittadini. Quindi gli spot sul Fisco Amico o sul Fisco Facile sono ancora un miraggio. Ad essere sinceri, molti addetti ai lavori ed esperti erano scettici circa l'eventualità che i comuni si attrezzassero in tempo per facilitare il compito dei contribuenti. Ma la responsabilità non è solo dei comuni perché il naufragio della procedura bollettini precompilati deriva da oggettivi problemi tecnici, e burocratici.

È la natura stessa del Fisco che rende inapplicabili interventi che si pubblicizzano anche se sono impossibili da realizzare. Per fare in modo che i comuni calcolassero l'ammontare della Tasi da far pagare ad ogni singolo contribuente, il comune dovrebbe conoscere con certezza l'uso dell'immobile che si va a tassare, quindi, per esempio, se è stato dato in affitto o meno. Infatti in questo caso una percentuale di tassa sarebbe a carico dell'inquilino e quindi il proprietario dovrebbe pagare di meno. Purtroppo però, l'uso dell'immobile, il comune lo conosce dopo la presentazione delle dichiarazioni dei redditi che sono postume al 16 giugno, basti pensare che per quest'anno il termine ultimo per la presentazione del 730 è il 7 luglio.

Inoltre la maggior parte dei comuni non hanno ancora deliberato sulle tariffe da applicare per il 2015.

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Ne consegue che i contribuenti pagheranno la Tasi con l'aliquota dell'anno scorso almeno per l'acconto di giugno. Con il saldo di dicembre ed a delibere comunali avvenute si pagheranno gli aumenti o si compenseranno le diminuzioni in base alle nuove aliquote. Inoltre, a livello nazionale sono state previste una serie di agevolazioni, esenzioni e detrazioni per determinate categorie di contribuenti ed immobili ingarbugliando la materia Tasi con circa 200.000 aliquote diverse. Ecco spiegato il perché i comuni hanno rinunciato a varare un piano per inviare a casa i bollettini già compilati. Inoltre, vista l'assoluta responsabilità dei contribuenti qualora si pagasse meno del dovuto, responsabilità che non cambierebbe neanche con l'invio del bollettino precompilato, è sempre meglio rivolgersi agli intermediari autorizzati.