Una stima al ribasso, indica che tra tutti i modelli 730 che i contribuenti hanno già inviato all'agenzia delle entrate, circa 300.000 risultano sbagliati. Gli errori non sono imputabili ai contribuenti che muniti di PIN hanno già provveduto ad inviare il modello 730/2015 per l'anno di imposta 2014. Le inesattezze del modello sono errori già presenti nel 730 precompilato predisposto dall'Agenzia delle Entrate. Infatti i modello scaricabile dal cassetto fiscale del contribuente ha, fin dal primo giorno, mostrato dati erronei rispetto a quelli che il contribuente ha in mano.

Si tratta, nella maggior parte dei casi, di errori commessi dai sostituti di imposta nel momento di trasferire i dati all'Agenzia delle Entrate.

Spesso risultano sbagliate le detrazioni da lavoro dipendente ed i giorni di lavoro effettivamente svolti. Poi ci sono inesattezze nella somma dei contributi pagati nel 2014 a colf e badanti. Infine una serie di difficoltà tecniche come per esempio il rigo dove inserire i dati del datore di lavoro o sostituto di imposta, che per i nomi più lunghi finisce con l'accavallarsi con il codice fiscale dello stesso rendendo illeggibile la dichiarazione.

La novità è che in questi giorni l'Agenzia delle Entrate, via e-mail, contatta i contribuenti che si trovano ad aver inviato una dichiarazione dei redditi sbagliata, senza accorgersene e li informa degli errori consentendo agli stessi di inviarne un'altra. Almeno da questo punto di vista il buon senso del fisco sembra essere una buona cosa. Molti contribuenti, non appena ricevuta la mail hanno deciso di rivolgersi ai professionisti del settore, Caf e commercialisti per bonificare la situazione e per evitare di sbagliare di nuovo.

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Proprio i commercialisti ed i professionisti, vista la miriade di errori e di problematiche hanno chiesto una proroga alla scadenza che dal 07 luglio pare slitterà al 14 luglio. Inoltre essendo gli intermediari a rischio sanzioni e multe, dal momento che il Fisco ha inasprito e di molto la loro responsabilità per errori nei 730, i professionisti hanno chiesto anche che vengano cancellate le multe, almeno in parte, perché la situazione è davvero difficile. Quest'ultimo quesito non è stato ancora risolto dall'Agenzia, quindi per il momento multe, sanzioni ed eventuale maggiore imposta graveranno sugli intermediari.