Cinque giorni ancora dopo di che bisognerà procedere al pagamento di Imu e Tasi 2015, in scadenza per l'appunto al 16 giugno. Sin qui solo 2500 amministrazioni hanno comunicato le nuove aliquote ma in assenza di quest'ultime i contribuenti si devono rifare alle statuizioni previste per l'anno scorso. In questo caso il calcolo di imu e Tasi 2015 si fa abbastanza agevole: prendete quanto versato nel 2014 e dividete per due, la prima parte andrà versata a giugno, la seconda a dicembre, ma solo se nel frattempo i Comuni non abbiano deliberato nuove aliquote entro ottobre. In quel caso si farà riferimento ai nuovi parametri. Un calcolo abbastanza semplice che però può diventare una montagna da scalare se nel frattempo sono accorsi dei cambiamenti: destinazione dell'immobile ad altro uso, acquisto o vendita della struttura in corso d'anno e caso più frequente attribuzione di una nuova rendita catastale.

Modalità di Calcolo Imu e Tasi 2015: nuove detrazioni in arrivo grazie al fondo perequativo, tutti i casi particolari

La prima interessante casistica da considerare in merito al calcolo di Imu e Tasi 2015 concerne la regola configurata per la prima, l'Imu, un'imposta che viene calcolata in base ai mesi di possesso. L'articolo 9 del Dlgs 23/11 prevede al riguardo di considerare per intero il mese nel quale il possesso stesso si sia protratto per almeno 15 giorni: e se l'atto di compravendita si è consumato il 15 o il 16 in mesi con 30 o 31 giorni? Si potrebbero anche avere due possessori per almeno 15 giorni senza contare che un mese potrebbe valere doppio. In questi casi la procedura è semplice: bisogna far pagare il mese al soggetto in riferimento al quale lo stato di possesso dell'immobile è perdurato per il maggior numero di giorni. Un altro interessante caso riguarda la Tasi 2015 che in effetti non presenta un'apposita norma. Come detto, bisogna fare riferimento all'anno scorso pagando metà dell'intero importo a giugno e il resto a fine dicembre. Se l'immobile però ha un uso diverso rispetto al 2014 (ad esempio l'area da agricola è diventata edificabile) o è cambiato il ruolo di un fabbricato che da principale è diventato secondario le cose cambiano. In questi casi le aliquote rimangono ovviamente le stesse, a cambiare è la base imponibile o la nuova fattispecie (se da seconda l'immobile è passato a prima casa bisogna modificare le aliquote di riferimento).



Districarsi insomma non è semplice, ma presto potrebbe arrivare una buona notizia. L'Anci, l'Associazione Nazionale dei Comuni, sta infatti aspettando delle risposte dal governo Renzi in merito al cosiddetto fondo perequativo, che consentirebbe a tutte le amministrazioni di applicare nuove detrazioni a vantaggio delle fasce più deboli (famiglie numerose o mono reddito). Il fondo non è ancora operativo ma ci si augura che presto venga sbloccato: lo scorso anno lo Stato stanziò oltre 600milioni di euro per consentire l'applicazione di particolari sconti da parte dei Comuni, quest'anno non si dovrebbe andare oltre i 500. Comunque una buona notizia che presto potrebbe essere ufficializzata. Ricordiamo che il calcolo di Imu e Tasi 2015 può essere effettuato anche online mediante il sito amministrazionicomunali.it; lo stesso portale vi consente di scaricare e compilare il modello F24 indispensabile per il versamento.