La scadenza di imu e Tasi si avvicina. Al 16 giugno 2015 è fissato il termine ultimo entro cui i contribuenti sono tenuti a versare queste due tasse. Si tratta della prima rata della Tasi, il cosiddetto acconto, per tutti coloro che possiedono un immobile, sia prima che seconda casa, nonché la prima rata dell'Imu, ma solo per i titolari di seconde case, terreni agricoli e capannoni industriali. A meno di una settimana dalla scadenza, andiamo a ricapitolare quella che è la guida per il pagamento di questi due tributi.

Imu e Tasi: chi paga e quanto si versa

Gli italiani che saranno tenuti al versamento della prima rata della Tasi saranno circa 20 milioni, per un gettito che sarà più o meno di 2,3 mld di euro.

Saranno invece 25 milioni i contribuenti possedenti una seconda casa che dovranno pagare l'Imu, per un totale di circa 9,7 mld di euro, se si considerano anche gli immobili di lusso. Quanto si paga? In base alla stima fatta dalla UIL in queste settimane, si stima che ciascun italiano spenderà circa 180 € per la Tasi, di cui 90 € da versare come acconto in questo mese di giugno. La CGIA di Mestre, invece, prevede una spesa più bassa, di circa 115 € a contribuente, anche se nelle grandi città mediamente si arriverà a pagare circa 230 € se non addirittura 400 € in alcuni casi. Per un importo preciso della tassa sui servizi indivisibili, ma anche dell'Imu, bisogna effettuare il calcolo sulla base delle aliquote deliberate da ogni singolo comune.

Va tenuto presente che i cittadini hanno la possibilità di utilizzare quelle del 2014 qualora non siano state annunciate quelle nuove.

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Mediamente, nei capoluoghi di provincia, l'aliquota è pari al 2,65 per mille, anche se in un terzo del totale si è deciso di applicare quella massima (3,3 per mille). Da tenere presente che la media sull'intero territorio nazionale è decisamente più bassa (1,95 per mille). L'aliquota dell'Imposta Municipale Unica, invece, in molti dei casi è pari al 10,6 per mille.

Come si calcola la Tasi e l'Imu?

L'importo delle due tasse sulla casa si ricavano utilizzando come base imponibile la rendita catastale, che bisogna necessariamente rivalutare del 5%. A questa bisogna poi moltiplicare un coefficiente che varia a seconda della categoria catastale. Per le abitazioni è 160. Il valore che si ottiene va poi maggiorato dell'aliquota che l'amministrazione comunale ha deliberato. La cifra che si ottiene è quella da versare, ma qualora ci fossero delle detrazioni, bisogna sottrarle. Il pagamento dei tributi in questione va effettuato tramite bollettino postale precompilato oppure modello F24. Prima di lasciarvi, vi ricordiamo che anche chi è in affitto paga la Tasi. In questo caso, però, l'importo viene suddiviso fra proprietario e inquilino, con il secondo dei due che è tenuto al versamento di una quota che varia dal 10% al 30%.