Ripresa economica, immigrazione, diminuzione delle tasse, ma sopratutto abolizione di Imu e Tasi entro il 2016. Questi i temi scottanti trattati da Matteo Renzi nel suo mini-tour, attualmente in corso, in tre città della costa Adriatica: Rimini, Pesaro e l'Aquila. Stando a quanto dichiarato dal Capo del Governo, tali manovre e tagli dovrebbero arrivare con la Legge di Stabilità 2016, che porterà prima di tutto, l'abolizione della Tasi sulla prima casa per tutti e poi, scaglionata durante l'anno, l'eliminazione dell'imu sui terreni agricoli e successivamente sui macchinari imbullonati

Gli italiani sono quindi pronti a dire addio sia allo stress portato dall'avvicinarsi della scadenza di tali imposte, contraddistinte da confusione e disorganizzazione, sia, e sopratutto, all'enorme peso che in questi anni ha gravato sul loro bilancio: familiare o industriale che sia.

Ma, nonostante la generale atmosfera di gioia e di sollievo, che pervade il Paese ogni qualvolta il premier Renzi annuncia dell'abolizione dal 2016 delle tasse sulla casa, non si può non porsi una domanda legittima:  "Come verrà coperto l'ammanco di 3,5 miliardi di euro, dovuta all'abolizione delle suddette tasse?" 

Il sottosegretario Zanetti corregge Renzi: "Il taglio della Tasi ci sarà ma non per tutti" 

A dare una risposta a tale importante quesito ci ha pensato il sottosegretario del Ministero dell'Economia, Enrico Zanetti, che ha "parzialmente corretto" le dichiarazioni del premier, affermando che si, il promesso taglio della Tasi entro il 2016 ci sarà e riguarderà la prima casa, ma non sarà per tutti: verrà infatti mantenuta sugli immobili di valore.

Il sottosegretario ha poi chiarito che il provvedimento sulla casa rientra nella manovra attualmente in esame al Governo, e che mantenere la Tasi sugli immobili di valore maggiore consentirebbe di recuperare 1,2 miliardi di euro, destinati a finanziare il taglio totale dell'Imu, che ad oggi grava sui capannoni ad uso imprenditoriale.

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Quindi, la manovra di tagli delle tasse sugli immobili ci sarà, e anche se non del tutto corrispondente a quanto promesso da Renzi, permetterebbe comunque di alleggerire il carico fiscale che pende sul bilancio degli italiani di almeno 2/3.